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Il Barone Birra – Novara: Contrabbandieri di Luppolo dal 2013 ..

 

Metti un pub crawling al 3° pit-stop. È il Barone Birra .. ma non è Homer Simpson e non siamo a Springfield. “Contrabbandieri di luppolo dal 2013”. In Piazza Gaudenzio De Pagave, a Novara ..

Camminare fa bene. La distanza non è proibitiva. Il navigatore del cellulare a un certo punto perde la bussola. Un passante fa al caso nostro: non conosce il pub ma ha bene in mente l’antistante chiesa parrocchiale dei Santi Martino e Gaudenzio. È andata proprio così. C’è ancora tanta gente che frequenta più le chiese dei pub .. eppure “un pub conosce tanti segreti quanti ne conosce una chiesa” ..

Il locale è sotto il portico di un palazzo come tanti, ma basta una sbirciata dall’esterno per capire che il Barone Birra .. come tanti non è. Ambiente originale (troviamo anche qui un murales di Gabriele Nicolotti, aka Herman). Luce quanto basta. Molti i richiami alla grande musica rock e non solo. Il bancone è in fondo. Si va a salutare ..

Edoardo Carlini e Roberto Flamini sono i padroni di casa. Questa sera c’è Edoardo, con cui abbiamo il piacere di scambiare due chiacchiere ..

«Abbiamo aperto i battenti il 1° settembre 2012, per poi migrare nell’attuale location in data 24/03/2013. Il nome è un chiaro omaggio al fantomatico Barone Birra di Homer Simpson (nella puntata ‘Homer contro il 18° emendamento’), perché anche noi ci sentiamo tanto antiproibizionisti quanto ‘contrabbandieri’ .. di luppolo. Spilliamo in primo luogo le birre degli amici di Elav (Comun Nuovo – BG), più alcune vie dedicate a Stradaregina (Vigevano – PV) e qualche birra ospite, di tanto in tanto (per un totale di 6 + 2 spine + un’hand pump). Altro tema dominante è la musica live, spesso e volentieri di scena sul nostro palchetto» ..

Superata la “mezza”. Si fa fatica a “prendere nota” (anche se ci proviamo). Meglio godersi il locale .. andando per “flash” e stati d’animo. Un paio di brindisi sono il minimo sindacale .. ma anche il massimo. Questa sera ci siamo spinti un po’ oltre .. e la stessa analisi sensoriale è irrimediabilmente compromessa. Se non altro defaticante la home beer Achtung Baby Pils (extra luppolo) brassata da Elav per il locale .. per poi chiudere con una bottiglia di No War (Rye IPA, sempre del birrificio di Antonio Terzi), dominata dall’intensa nota secca e speziata della segale ..

«I clienti sono importanti e gli amici che ti vengono a trovare lo sono ancora di più» .. prosegue Edo. «Un locale che funziona è fatto innanzitutto di gente che sta bene insieme .. al di qua e al di là del bancone. E un grazie particolare va alla nostra insuperabile squadra: Margherita, Chiara, Federica .. sono l’anima di questo posto» ..

Ci raggiunge per l’appunto Margherita .. che sorride e conferma: «Con questa banda di matti .. non ti sembra neppure di lavorare. Fra amici si sta bene. Tutti conoscono il nome di tutti. Mi sento come a casa» .. (“Where everybody knows your name” – theme song della sitcom televisiva degli anni Ottanta, “Cheers” – è guarda caso una delle colonne sonore del “Barone”) ..

Il messaggio è chiaro. Edoardo e Margherita hanno reso l’idea. Un locale (tanto più un pub) non può e non deve necessariamente piacere a tutti .. ma quel che conta è non snaturare la propria identità e dare sempre il massimo. Chi ci si identifica .. quel pub lo amerà. Chi cerca altro, andrà evidentemente altrove ..

[siba: best indi!]

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