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Macondo – Pub Indipendente: quando un paese immaginario diventa pub ..

Il villaggio si troverebbe a occhio e croce nella Penisola della Guajira, sulla Sierra Nevada de Santa Marta (massiccio montuoso della Colombia settentrionale) .. non distante dal paese di Aracataca, luogo natio dell’autore. L’esatta ubicazione del posto non è tuttavia così rilevante ai fini della trama .. perché “per fortuna, Macondo non è un luogo ma uno stato d’animo che permette a ognuno di vedere ciò che vuole, e vederlo come vuole” (G. G. Márquez). C’è ad esempio chi ci ha visto un pub alle porte di Bari ..

Macondo è il paese immaginario dove si narrano le vicende di sette generazioni della famiglia Buendía. Macondo è il “luogo – non luogo” raccontato da Gabriel Garzía Márquez nel suo celebre romanzo Cent’anni di solitudine. Macondo non esiste .. ma il pub di Gino Morelli esiste eccome ..

«Macondo – Pub Indipendente esiste dal 1° febbraio 2018, dopo che nell’ottobre dell’anno precedente avevo chiuso con l’esperienza Birrarium – Bottega Pugliese, ad Acquaviva delle Fonti. Un progetto tutto nuovo e sognato da tempo, che mi ha permesso di ritornare a Modugno .. e che, come il paese di Macondo, vuole essere un ‘luogo – non luogo’ dove si intrecciano storie e stati d’animo. Gli stati d’animo di chi frequenta il locale .. e che in questo posto ci può trovare ciò che vuole, per piacevoli serate di relax. Noi proviamo a fare del nostro meglio .. con le nostre selezioni di birre e vini, la nostra cucina, gli appuntamenti settimanali di musica dal vivo e tanto altro» ..

Solitamente i grandi locali sono piuttosto dispersivi e di conseguenza poco suggestivi .. ma il Macondo di Modugno, con i suoi 160 coperti, è un’eccezione alla regola. Un trionfo di creatività e buon gusto .. immerso tra la magia del cortile esterno e l’originalità di due ampie sale interne, lunghe e profonde, in parallelo ..

Il calore delle pareti in pietra e muratura. La morbidezza delle arcate e delle volte a botte. L’unicità degli oggetti esposti, i più disparati .. recuperati alla storia di chissà quante vite fa. L’imponente bancone, con annessa sequenza di sgabelli. L’angolo della musica live ..

«Questo posto è stato più cose: un frantoio, una falegnameria, un deposito .. finanche un centro per anziani. Quando l’abbiamo visto per la prima volta, ci era sembrato un po’ troppo grande e impegnativo per ciò che volevamo fare. Ma le potenzialità erano indiscutibili e alla fine abbiamo accettato la sfida» .. perché di sfida si tratta ..

«Dalla gestione del Birrarium ho imparato molto .. ma è sempre e comunque una sfida sovrintendere a tutto: dal coordinamento dello staff (una decina di persone), agli approvvigionamenti quotidiani per la cucina, alla programmazione degli eventi musicali .. dove fortunatamente sono affiancato da amici che già lavorano in questo ambiente» ..

Pochissime cover e tanta musica inedita di gruppi decisamente rodati, che spesso vengono da fuori regione .. per non parlare delle serate di Lindy Hop (ballo swing afroamericano, nato negli anni ’20 – ’30 del secolo scorso), che trasformano la prima sala in una trascinante pista da ballo ..

Per ciò che riguarda le birre .. impianto mescita a cinque vie, più diverse bottiglie in frigo. Preponderante la presenza alla spina di prodotti pugliesi (in linea con quanto già accadeva al Birrarium), con particolare apprezzamento per la freschissima (appena infustata) “Tenace” Session APA di SBAM (Poggiorsini – BA) e la “Sunset” Blanche del birrificio Eclipse (San Giorgio Ionico – TA) .. ancor più sorprendente, dato il nostro scarso feeling con questo stile. Interessante anche la proposta di cocktail a base di birra, come il gradevolissimo Beer Garita (un Margarita “rivisitato”)  ..

Dal menu cucina .. decisamente buono il “Cuoppo del Macondo”, con le sfiziose verdure in tempura e ogni sorta di frittino dorato e croccante. Buona anche la pinsa romana “Endorfine”, con pomodorino confit, capocollo di Martina, mozzarella e rucola. Qualche difficoltà con la tagliata di manzo, ricoperta da saporiti Cardoncelli al forno e caciocavallo filante .. forse un po’ troppo “nervosa” ..

Veramente un bel posto .. dove location e musica dal vivo fanno senza dubbio la differenza. Ovviamente, c’è sempre qualcosa di perfettibile (come un po’ più di “ricerca e sviluppo” sul versante birre artigianali) .. perché da “un paese immaginario che diventa pub” ci aspettiamo sempre il massimo ..

[siba: best indi!]

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