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Ottavonano Bere Birra: il Nano disincantato di Atripalda ..

 

Enthusiastic young owner Yuri stocks a large selection of Belgian specialities”. Per parlare dell’Ottavonano di Atripalda si potrebbe partire da questa menzione fatta a suo tempo dal “venerabile” e compianto beer hunter statunitense Michael Jackson, nel suo “Great Beers of Belgium”. O si potrebbe partire da Zwanze Day di Cantillon, che lo storico pub irpino ha avuto anche quest’anno il privilegio di ospitare, assieme ad altri pochi “eletti” sparsi per il mondo ..

Fa sempre un certo effetto entrare in un “avamposto birrario della prima ora”, che è stato in qualche modo fra gli artefici del “cambio di rotta” (tanto più perché a sud della Penisola). C’è birra e birra .. e ce ne siamo accorti da un po’. Oggi viene tutto più facile. Qualche tempo fa, molto meno ..

Per cui innanzitutto .. rispetto. Una sorta di rispetto “a prescindere”. A prescindere da cosa si tratta. E di cosa si tratta? Se è Ottavonano, niente di più facile che si tratti di .. Luppolo. Il nome si presta bene. Ci sono Brontolo, Mammolo, Pisolo, Cucciolo .. e via via fino a Luppolo. L’ottavo .. poi escluso dalla fiaba .. 

Il “manifesto” del locale parla appunto di un nano disincantato e “amaricante” che preferisce la cattiva ma coerente Strega a una falsa e arrivista Biancaneve .. che scarica i nani per le agiatezze che può offrirle il Principe. O potrebbe anche solo trattarsi di un caso. Un nome che ti suggerisce un’amica, poco prima d’aprire un locale che doveva chiamarsi Grisù! Parola di Yuri ..

Yuri Di Rito apre l’Ottavonano nel 1998, in un contesto ovviamente del tutto differente da quello attuale. “La mia è stata in primo luogo una passione per i pub in quanto luoghi di ‘ristoro’ e socializzazione” ci dice Yuri ..

“Per ciò che riguarda le birre, dopo un iniziale periodo di rodaggio cercai di individuare dei distributori-importatori che potessero garantire maggiore scelta (cosa affatto scontata in quegli anni), a partire da Paesi con una tradizione brassicola consolidata, Belgio in primis. Ma se dovessi individuare un momento di svolta per questo locale, direi innanzitutto il Campania Beer Tasting del 2003, con un evento-degustazione presentato da Kuaska per l’appunto all’Ottavonano. Poi nel 2006 è entrato in società Gianluca, con il suo background di esperienze e conoscenze .. e il pub ha fatto un ulteriore passo in avanti” .. 

Gianluca Polini è un “veterano del Movimento”, con un’innata passione per le birre .. come dimostrato anche da una serie di simpaticissimi aneddoti che riguardano i suoi “inizi”, appena adolescente (parliamo di oltre 20 anni fa) ..

“Mi facevo accompagnare all’Easy Rider di Salerno da alcuni amici che già guidavano la macchina. Loro magari facevano un giro in città .. e io nel frattempo bevevo Guinness. Si diceva che questo Irish Pub avesse una collaborazione diretta con lo storico birrificio di Dublino e che dunque la birra fosse ancora più buona” .. ci dice Gianluca. “A 18 anni iniziai a lavorare in uno dei primissimi pub ‘di livello’ del salernitano .. e con qualche soldo messo da parte andai a comprare, alla Mondadori di Salerno, The World Guide To Beer del ‘maestro’ Michael Jackson, di cui avevo già la versione tascabile che portavo sempre con me, nella mia Vespa PX 125 .. con un paio di bicchieri nel cruscotto” .. 

Piccoli-grandi aneddoti che rendono bene l’idea .. ma intanto il locale si affolla e per Gianluca e Yuri ha inizio una serata da tutto esaurito. Ci sarà chi dovrà aspettare prima di sedersi. Famiglie con prole al seguito, ma anche parecchi beer geeks .. perché stasera è Zwanze Day ..

Alle 21 in punto si mesce lo “scherzo” (non a caso zwanze in fiammingo significa scherzo): un Lambic (Gueuze) di consuetudine “sperimentale”, che quest’anno prevede l’aggiunta di tè cinese Oolong. Ma ovviamente si bevono anche altri autentici gioielli dell’oramai celebre produttore di Bruxelles .. come Lambic Unblended, Rosé De Gambrinus, Nath, Kriek ..

La cucina marcia in parallelo e con tempismo. Ci limitiamo a delle bruschette (piaciuta particolarmente la friarielli e bufala) e un ottimo semifreddo al pistacchio .. ma il menu ha veramente un gran potenziale, con proposte che intendono valorizzare sia i prodotti del territorio che gli artigiani della gastronomia campana (come ad esempio i pomodori San Marzano di Casa Marrazzo, di Pagani – SA – o le carni del Salumificio Tornillo, di Calitri – AV). Senza contare i panini gourmet, i tortini di riso venere, le zuppe e tanto altro .. 

Il locale ha appena avuto un importante e riuscito restyling, ancora in corso d’opera. L’angolo che più affascina è la vetrina (anche questa “artigianale”) di birre vintage all’ingresso, tenuta a temperatura di 11°C .. con alcune bottiglie veramente interessanti (Trappiste, Abbazia, Oud Bruin, Lambic, Barley Wine, Imperial Stout .. e impressiona una “verticale” di Thomas Hardy’s dal 1968 al 2008) ..

Ci sarà a breve un totale (e opportuno) rifacimento del banco mescita, che al momento conta 10 rubinetti (con cella refrigerata, predisposta già da una quindicina d’anni) di cui una metà solitamente dedicati a birrifici campani, come Il Chiostro di Nocera Inferiore – SA (consolidata collaborazione con il birrificio di Simone Della Porta), Borrillo di Molinara – BN (di questo birrificio la scorsa volta assaggiammo un’eccezionale Imperial Russian Stout) e la beer firm Acrobat di San Michele di Serino – AV ..

Dunque tutto perfetto? No. La perfezione non è di questo mondo e neppure ci interessa. Però qualche accortezza in più si potrebbe avere .. e ci riferiamo in particolare a un paio di scelte alla spina non troppo felici, a maggior ragione in una serata dove si festeggia un paladino dell’artigianalità e dell’indipendenza come Cantillon .. 

Da un’istituzione come Ottavonano Bere Birra e da padroni di casa competenti e appassionati come Yuri e Gianluca ci aspettiamo sempre il massimo. E lo diciamo nella maniera più pacata, amichevole e costruttiva possibile ..

[siba: best indi!]
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