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Prophet Pub – Lecce: chi non beve birra ha torto. Dal libro del “profeta” Simone ..

 

Se per un bevitore di birra (e “allegati”) il pub è un po’ come una seconda casa .. beh, questa è una di quelle che per forza di cose conosciamo meglio. Public house nell’accezione più classica del termine (per stile, atmosfera e “sostanza”), il Prophet è stato ed è tuttora una tappa importante della nostra vita .. al bancone. Passare da Lecce (spesso e volentieri) significa sempre e comunque fare un salto anche qui, a bersene un paio e salutare il padrone di casa ..

C’è chi diventa publican nel tempo (magari per le circostanze più disparate) .. e chi in qualche modo lo è sin dalla nascita. Oltre a un lavoro .. una vera vocazione. Simone Pagliaro appartiene a questa seconda schiera .. inaugurando poco più che ventenne il suo Prophet Pub, in data 22/12/2000. “Sono sempre stato attratto da questo simbiotico mix di birra e convivium. Ancor prima d’aprire il pub .. mescevo birre in casa con gli amici (!). Un viaggio a Praga, appena maggiorenne, fu un ulteriore passo in avanti in questa direzione” ..

Quasi 17 anni di vita a spillare nello stesso locale (di famiglia) .. con la stessa filosofia: prima le birre, poi il resto. “La birra di per sé è già ristoro, ma in Italia una ristorazione senza cibo è quasi impensabile. Proponiamo pucce, pizze e taglieri di salumi e formaggi, da affiancare a birre artigianali alla spina, in bottiglia e in lattina. Gli appuntamenti settimanali in tv per gli eventi sportivi, a partire dal calcio. Un po’ di ‘sano’ rock di sottofondo” ..

Il locale è una sorta di “monastero bizantino”, con luci soffuse che avvolgono il massiccio legno vissuto di tavoli e panche dagli alti schienali .. e una serie di particolari decisamente fuori dalla norma. Sulle alte volte a vela sono dipinte le immagini dei quattro evangelisti .. più due profeti e due sibille (!) (vere e proprie opere d’arte del pittore salentino Francesco Palma). C’è una specie di privé (un tavolo e quattro sgabelli, ingabbiati in una struttura in legno) .. chiamato “confessionale” (!) ..

Dal sacro al vintage .. ecco all’ingresso un Bartop (interamente assemblato dal padrone di casa!) per dilettarsi con Tetris, Pac-Man e altri videogiochi di culto degli anni 80 .. e poco oltre, un flipper Nordamatic, modello Atlantis, recuperato all’oblio di un polveroso garage e fatto rinascere .. 

Un locale da scoprire senza fretta .. così come le birre. Già .. le birre? “L’impianto spine è di un distributore locale con cui collaboro sin dagli inizi, pur mantenendo assoluta libertà di ‘muovermi’ come meglio credo” .. prosegue il publican ..

“Quando a Lecce si spillava solo Heineken, sulle mie iniziali 5 vie (poi diventate 12) erano attaccate Augustiner, Oyster Stout, Tripel Karmeliet, Brigand e Pauwel Kwak. Nel 2008 ho conosciuto il birraio Raffaele Longo del neonato birrificio leccese B94 .. e con le sue Terrarossa (Bitter Ale), Porteresa (Porter) e Dellacava (Blanche) ho inaugurato il filone delle artigianali italiane. Del 2010 i primi ordini online (a partire da quelli in Domus Birrae), di pari passo con la crescente offerta ‘craft’ nazionale e internazionale .. e un’altrettanto maggiore consapevolezza di quello che stavamo facendo e bevendo” ..

Simone rievoca con piacere una mezza vita che gli passa davanti .. mentre davanti a noi ci sono come sempre ottime birre, che penserà poi Marco (valente braccio destro del publican, da sette anni a questa parte) a proporci in sequenza. Questa sera, particolarmente brillanti .. Myrcia (Session IPA .. con sconfinamento nel juicy, di Buxton) e Lamoral Degmont (Abbey Tripel di Van Den Bossche). Una eccellente selezione di crostini (dal salmone con stracchino, al Brie con capocollo locale) rivergina opportunamente il palato tra una bevuta e l’altra. Sui vari schermi l’arbitro fischia l’inizio dell’”anticipo infrasettimanale” ..

Vita da pub. Vita da Prophet. Questo locale è stato il primo a Lecce e uno dei primissimi in regione a .. profetizzare la “svolta artigianale” .. e se oggi è possibile bere bene pure a queste latitudini, un po’ di merito va anche a Simone Pagliaro, che ha sempre condiviso il suo entusiasmo e la sua esperienza con chi successivamente ha intrapreso lo stesso percorso ..

“Il mondo della birra artigianale ultimamente corre troppo. Si tende a inventare sempre qualcosa di nuovo per provare a rimanere sulla cresta dell’onda” .. conclude Simone. “La verità è che sulla cresta dell’onda ci rimarrà solo chi continuerà a fare con scrupolo e umiltà questo mestiere .. mettendo al centro di tutto non se stesso, ma la birra. La nostra amata birra artigianale. Perché .. una cosa è certa: chi non beve birra ha torto!” ..

Dal libro del “profeta” Simone ..

[siba: best indi!]

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