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Pub27 – Pompei: emargina l’astemio, o almeno prova a fargli cambiare idea ..

 

Uno spillatore nuovo di zecca, sempre ingresso a sinistra. La sala in fondo, ravvivata coi colori di bandiere e sciarpe delle più svariate tifoserie di calcio. La maglia n.9 di Higuain in azzurro .. ovviamente non c’è più. Per il resto, il locale è rimasto più o meno quello dell’ultima visita .. così come la “parola d’ordine”: emargina l’astemio ..

Ora .. nulla contro gli astemi. Però un esame di coscienza se lo potrebbero anche fare .. a maggior ragione entrando in un pub che mette subito le cose in chiaro: “no Tennent’s no Ceres no Heineken … only Beer!”. D’altronde c’è sempre tempo per cambiare idea .. e un’ottima birra artigianale (non pastorizzata, non microfiltrata e “indipendente” come il birrificio che l’ha fatta) potrebbe essere l’occasione giusta. A Pompei l’occasione giusta si chiama Pub27 ..

Gironzoliamo in questa ben nota cittadina ai piedi del Vesuvio dalla tarda mattinata di oggi (24/09). Sole che sa ancora di estate e consueto pot-pourri di turisti che si dividono fra Scavi e Santuario. Pranzato solo ed esclusivamente con una sequenza impressionante di fragranti sfogliatelle ricce della rinomata Pasticceria De Vivo di Via Roma (dal 1955 a Pompei). Ora però toccherà mettersi l’anima in pace .. perché la “sete” è già tanta, ma il pub è ancora abbondantemente chiuso ..

Succede pure che il titolare si stia attardando a salutare un po’ di amici al Birra Village – Terra di Lavoro, organizzato a Caserta .. ma il primo boccale di Pilsner (la Philippe di BiRen) arriva comunque in orario, grazie a due ragazze in gamba (Mary ed Emilia) che garantiscono apertura e mescita ..

“In questo pub si spilla birra dal 1988” .. si legge fuori. Solo che poi qualcosa deve essere andato storto, perché il locale ha chiuso i battenti. Emanuele Menny Ambrosino ne rileverà la gestione, inaugurando Pub27 il 1° novembre 2013 e facendone in poco tempo un punto di riferimento per la birra artigianale in Campania ..

«Lavoro in questo mondo da quasi vent’anni» .. ci dice il publican. «Ma la ‘svolta artigianale’ è arrivata ovviamente dopo, grazie in particolar modo agli amici Simone Cozzuto (vedi anche il blog Alta Gradazione Torrese) e Antonio Garofalo .. entrambi fra i soci fondatori dell’associazione Southern Homebrewers. Di quel primo periodo mi è rimasta impressa soprattutto una birra: la Dude di Bad Attitude, il cui ‘omino’ in etichetta (di lebowskiana memoria) ho anche tatuato al braccio» .. il che è tutto dire (Lorenzo “Marcos” Bottoni .. quanti ne hai sulla coscienza?) ..

Luci a dir poco soffuse in questo pub “di razza” che si sviluppa per lo più in lunghezza, con tre ambienti in sequenza. Ingresso con bancone, spillatore (5 vie con fusti refrigerati sotto le spine) e i primi posti a sedere. Disimpegno intermedio, con accesso cucina e un altro paio di tavoli. Il grosso dei coperti è nella sala in fondo, in un tripudio di bandiere, sciarpe e foto di celebri artisti della storia del rock ..

«Questo locale ha uno stretto legame con il calcio (a partire dalle partite del Napoli) e la buona musica, nella più classica tradizione da pub» .. prosegue Menny. «Il nome vuole essere in parte un tributo a quelle grandissime rockstar scomparse a soli 27 anni (Morrison, Hendrix, Joplin, solo per citarne alcune), ma ha pure a che fare con il numero 3 a cui sono intimamente legato .. e 3 al cubo, solo per fare un esempio, fa per l’appunto 27» ..

Le birre artigianali rimangono naturalmente le protagoniste indiscusse .. con 5 spine che privilegiano la presenza di birrifici italiani (fra cui Lariano, MC77, Ritual Lab, Terre di Faul e Aspide), mentre le circa 70 referenze in bottiglia assecondano una scelta più variegata e internazionale, con stili per cui magari vale la pena stappare (per struttura, gradazione alcolica e conservazione) ..

La cucina, saporita e di sostanza, risulta validissima .. a partire da hamburger che trovano il top della scelta in alcune carni simbolo del territorio, come il maialino nero casertano e la bufala campana (su cui è caduta la nostra scelta) ..

Si va avanti fino a tardi, in un clima rilassato e conviviale. “Emargina l’astemio” è solo un motto un po’ guascone e goliardico .. perché in realtà questo locale non emargina nessuno. Al contrario, è un pub accogliente, inclusivo e generoso, proprio come il suo titolare .. che aggiunge: «La filosofia di Pub27 è quella di far stare bene chi ci viene a trovare, proponendo innanzitutto ‘buone’ birre a prezzi ragionevoli. L’obiettivo è quello di accogliere e non certo di creare tensioni e barriere. Questa è la prima regola di un locale birrario che ha l’ambizione di essere una vera public house. E di questo ne ha tanto bisogno anche il mondo della birra artigianale» ..

Grande Menny. Grazie e alla prossima ..

[siba: best indi!]
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