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Taverna del Porto: attraccare a Padova in un mare di ottima birra ..

 

Taverna del Porto, a Padova. Ma quale porto? La confusione è durata solo un attimo, perché è vero che a Padova non c’è il mare .. ma stavamo dimenticando il Brenta (che la lambisce a nord), il Bacchiglione (che con le sue varie ramificazioni l’attraversa) e più in generale la grande storia dei collegamenti fluviali che da sempre ha interessato questa città e gran parte del Veneto. Poi spunta anche il Cinema Porto Astra, ma questo l’avremo saputo solo più tardi ..

La Taverna del Porto è un pub che nasce proprio di fronte al multisala di cui sopra, con un impianto di spillatura in comodato d’uso e qualche primo ammiccamento alla birra artigianale, finché non arriva un ex capo reparto tv e hi-fi di Media World che .. “gli parte l’embolo” e nel giro di qualche anno trasforma questo locale in uno degli indi-pub più apprezzati di tutta la zona ..

L’ex capo reparto (che ha pensato giustappunto di licenziarsi) si chiama Roberto Tonello e .. lo diciamo subito così ci leviamo il pensiero: date a Roberto ancora un po’ di tempo e questa “stazione di birra” diventerà uno dei posti di maggior richiamo della zona e non solo. Si accettano scommesse ..

Roberto con la gente sa come comportarsi e la precedente esperienza lavorativa potrà in qualche modo tornargli utile .. ma c’è comunque la voglia di mettersi in proprio, cimentandosi in qualcosa che realmente piaccia. Per fare cosa? La vita riserva sempre qualche sorpresa. Magari una “storia” che finisce .. e conseguente viaggione indimenticabile a Dublino che d’un tratto ti fa capire come proseguire ..

Non è dato sapere quale delle birre bevute all’Against the Grain (in orbita Galway Bay Brewery) abbia maggiormente contribuito alla svolta .. sta di fatto che il dado è tratto: si torna a casa per aprire un pub e spillare esclusivamente birra “seria” ..

Del resto il fil rouge con malti e luppoli lo si trova in famiglia: il padre è un appassionato di birre e lo zio che sta in Belgio fa anche di più, facendogli assaggiare a soli 7 anni il primo Lambic (di una lunga serie)! Ora il puzzle è completo. Si tratta solo di rimanere in affiancamento ai vecchi proprietari della “Taverna” per i primi 6 mesi del 2011 per impratichirsi un po’ .. e poi si va da soli. Spediti ..

Nel gennaio 2015 arriva l’impianto di proprietà, inizialmente con una colonna di 6 spine + 2 pompe. Esattamente un anno dopo (gennaio 2016) il trasferimento nella nuova e bella location di Via Armistizio, con l’aggiunta di altre 6 vie. È quindi il momento delle celle frigo (poste sotto il bancone) comprate di seconda mano da un’azienda agricola di Bassano (!). Banco-mescita, tavoli, sedie, sgabelli .. è tutta roba fatta in famiglia, con il prezioso supporto del padre che è falegname ..

Bella chiacchiera, bella storia .. di cui siamo pronti a scrivere il seguito. Intanto dalla Stakanov di Elav (Session IPA) siamo passati a un paio di Imperatrice Marilena di Rattabrew (Double IPA), gustando per di più una “pulitissima” tartare di Sorana battuta al coltello. Cosa voler di più? Di certo non un bicchiere d’acqua .. che comunque qui non si paga. Banale? Affatto. La differenza spesso sta nei dettagli .. oltre che, ovviamente, nella birra che si beve ..

[siba: best indi!]

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