LazioSIBA on Tour

Tree Folk’s: keep calm and drink Real Ale .. in Rome!

chiuso ad agosto 2017

 

Birra “tirata su a pompa”: un bel modo di mescere e naturalmente di bere, anche se da qualche anno a questa parte c’è il fondato sospetto che stia diventando una moda. Nei locali birrari “craft oriented” avere l’oramai inconfondibile “totem” che svetta più in alto degli altri e allena pure i bicipiti del braccio .. fa tendenza, come se il locale ne guadagnasse in termini di credibilità. A noi va comunque bene, soprattutto per alcuni stili di birra di matrice prettamente anglosassone (bitter, pale ale, stout ..) che si prestano ottimamente a questo tipo di mescita ..

Dando però un’occhiata a ciò che è “attaccato sotto” .. troveremo spesso l’onnipresente, fantastico, “diabolico” KeyKeg. Per carità .. tutto lecito: la birra si mantiene più a lungo (grazie al funzionamento del rivoluzionario keg monouso, con sacca interna che preserva dal contatto con l’aria), è comunque meno gasata (mancando la spinta di CO2, visto che è un sistema idraulico a pompa) e di conseguenza per alcune tipologie se ne apprezza maggiormente l’“essenza”. Però, volendo, si può trovare anche altro ..

Nell’angolo più British (anzi English) di Roma, a due passi dal Colosseo, le 8 hand pumps Angram (su un totale di 15 rubinetti) spillano solo ed esclusivamente Real Ale: birra non pastorizzata né filtrata, ottenuta con materie prime tradizionali (malto d’orzo, lievito, luppolo e acqua), maturata e rifermentata in cask per poi essere spillata senza aggiunta di anidride carbonica ..

Real Ale in cask + hand pump Angram: connubio perfetto e probabilmente di maggior coerenza .. che guarda caso è molto apprezzata da quei simpatici “fondamentalisti” del CAMRA (la così detta Campaign for Real Ale, avviata nel 1971) che periodicamente mandano i loro “supervisors” proprio al Tree Folk’s, per assicurarsi che il locale sia meritevole di gravitare nella loro orbita ..

Una magica pinta di Real Ale inglese è storia, tradizione, cultura. Piena fino all’orlo, zero o pochissima schiuma, temperatura ambiente o giù di lì .. e l’atmosfera del pub inglese che chiude il cerchio. I “volontari” del CAMRA stanno facendo un lavorone per farne preservare queste caratteristiche .. anche se l’eccessiva rigidità in materia sta creando qualche problemino a chi, negli ultimi anni, ha voluto giustamente rinnovare la scena e le birre d’Oltremanica ..

Certo è che a trattare ‘sta roba bisogna essere veramente appassionati e professionali, altrimenti si fa uno scempio .. così come può capitare di bere appunto da schifo anche nei pub di Sua Maestà la Regina Elisabetta II. Sono argomenti interessanti .. ma noi nel frattempo siamo arrivati al 29 di Via Capo d’Africa e abbiamo ordinato la “nostra”, rigorosamente “appollaiati” al bancone: una SUP di First Chop Brewing Arm, Session IPA 3,9%, Gluten Free (che è già “innovativa”). Niente di meglio per riprendere smalto allora del tè ..

Il locale dei fratelli Andrea e Alessandro Buresti prende avvio nel lontano 28 giugno 2003 con una proposta negli anni progressivamente incentrata sull’Inghilterra e le sue birre più rappresentative: le Real Ales. Tanta passione ma anche la volontà di un preciso posizionamento strategico, mirando a differenziarsi in un ambiente “intasato” e iper-competitivo come quello della Capitale ..

Sfida coraggiosa e impegnativa, anni di lavoro certosino, contatti e referenze che hanno permesso nel tempo di acquisire prodotti sempre freschi e costantemente disponibili, andando a pescare direttamente da storici o emergenti birrifici d’Oltremanica (è di un paio d’anni fa la costituzione di Beer Fellas, società che si occupa di importazione e distribuzione di birre artigianali e industriali di alta qualità, con gli amici e colleghi di Mad for Beer e The Golden Pot) ..

Il locale si snoda su due piani. Bancone, tavoli, pareti tappezzate di cimeli .. e l’immancabile bersaglio da “crivellare” di freccette, tra una pinta e l’altra: un autentico english corner per intenditori. Solo il publican probabilmente è un po’ meno “british” .. per quella “vivacità” e loquacità tutta italica di cui i suoi colleghi inglesi certo non brillano 😉 

Andrea Zamaro lavora al Tree Folk’s da 7 anni: grande personalità e tanta passione non solo per il mondo delle Real Ales e della birra artigianale in genere, ma anche per ciò che ha a che fare con un altro fiore all’occhiello del locale: la vastissima selezione di whisky ..

A completare l’offerta di birre alla mescita, 5 vie a CO2 + 2 a carboazoto .. e non potevano mancare ovviamente i sidri. Data l’ora della visita, della cucina non possiamo dir nulla, ma apprezziamo comunque l’apertura alle 11:30 nel weekend, con l’opzione brunch che non può che essere un valore aggiunto ..

Anche gli eventi organizzati hanno spesso una marcia in più: mai sentito parlare del Londinium Cask Festival? Per serate come queste sarà difficile trovare un buco libero .. ma bisogna comunque provarci!

Nei pub non bisogna mai avere fretta .. e in locali “di razza” come il Tree Folk’s tanto meno. Sicché mai come in questo caso è valido l’inflazionatissimo slogan dall’aplomb tutto inglese .. keep calm and drink Real Ale .. in Rome!

[siba: best indi!]

Tags

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close