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Wild Turkey – Castelgomberto: oltre ogni ragionevole immaginazione ..

 

Se è vero (com’è vero) che per “viver bene” abbiamo tutti bisogno di una quantomeno minima dose di evasione e meraviglia, allora una tappa al Wild Turkey Pub di Castelgomberto (Vicenza) è consigliata vivamente, a prescindere dalla passione o meno per la birra .. 

Per chi poi suddetta passione ce l’ha, allora tanto meglio .. ma qui siamo comunque a livello di stupore nello stupore, perché vedere spuntare un posto del genere nel bel mezzo di un’anonima zona industriale, va al di là di ogni ragionevole immaginazione ..

“Club” di gran classe. Impianto british. Atmosfere autentiche. Approccio massone. Considerarlo semplicemente un pub non renderebbe appieno l’idea, ma quella piccola targa in alto all’ingresso (con su scritto per l’appunto “pub”) in qualche modo ci fa capire che non abbiamo neppure sbagliato “indirizzo” .. 

Viaggio nel tempo e nello spazio. Basta varcarne la soglia, che da una zona industriale “x” della provincia vicentina ci si potrebbe tranquillamente ritrovare nella “fumosa” Londra vittoriana di Chelsea e Notting Hill, o magari in un quartiere residenziale di Bombay ai tempi del Raj britannico ..

Bruno e Daniela sono gli artefici di tutto questo. Una storia iniziata nel 1990 o anche prima, a seconda di dove si voglia partire .. perché il signor Bruno, da sempre nel mondo della ristorazione “di livello”, nel 1986 matura l’intenzione di aprire una spaghetteria in una “futura” zona industriale, salvo poi accorgersi in corso d’opera di voler cimentarsi in tutt’altro progetto ..

Se abbiamo capito bene è andata più o meno così .. e non possiamo che rallegrarcene, tanto più dopo aver fatto un giro nelle “segrete stanze”. Cigar room + wine cellar: annichiliti. Bruno ritorna di là, al banco mescita, lasciandoci decantare in questa sospensione spazio-temporale. Se non che, prima che la vertigine si tramuti in vera e propria sindrome di Stendhal, pensiamo bene di ritornare all’esterno, accomodandoci nel grazioso giardino .. 

Qui ci vuole subito una birra, o anche due! E allora .. (1) degustazione di acciughe e sardine del Mar Cantabrico con cui accompagnare una Belhaven Black (e non viceversa ..); (2) hamburger di carne Fassona (cottura al rosa, spadellata di broccolo Fiolaro Dop e fonduta di Asiago dolce) per una White Oak IPA de La Maison Caulier ..

Se poi avessimo proseguito con le proposte in bottiglia, allora avremmo rischiato di far mattina (una “a caso” .. Horal’s Oude Geuze Mega Blend, di Lambic giovani e invecchiati, a cura dei “fantastici 8 o 9” – 3 Fonteinen, Boon, De Cam, De Troch, Hanssens, Lindemans, Oud Beersel, Timmermans e Tilquin – a seconda delle edizioni) .. senza contare la selezione di gin, scotch whisky e irish whiskey, sidro, assenzio La Fée (servito alla francese o alla bohémienne), caffè, tè, centrifugati di frutta e verdura fresca ..

Personale attento e preparato, ma ci è piaciuto soprattutto l’aplomb in perfetto stile british del signor Bruno, certo compiaciuto per la magnificenza della sua “creatura”, ma con quella “pacatezza” di chi il mondo l’ha girato e ne ha viste delle belle. “Il Wild Turkey è un po’ frutto dei nostri viaggi e della curiosità che ci abbiamo sempre messo. Perché non è un vero viaggio se non c’è curiosità” ..
Così come non è un vero viaggio se passando da queste parti non si fa sosta al Wild Turkey Pub ..

[siba: best indi!]

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