BasilicataSIBA on Tour

A Policoro un avamposto indipendente di birre di qualità ..

 

Questa volta sarà proprio il caso d’iniziare riportando quanto scritto su Ratebeer da tale “tommygsr” il 22 marzo di quest’anno, a proposito dell’Attenti al Luppolo di Policoro: “An oasis in this semi-desert zone”. Un’oasi in questa zona semi-desertica. E non siamo nel Sahara, ma in Basilicata ..

Organizzare un pub touring .. costa (spostamenti, pernottamenti, consumazioni “extra bontà dell’oste”), sicché solitamente si privilegiano quelle aree dove c’è da fare più di un “sepolcro” nel raggio di pochi chilometri (o ancora meglio, nella stessa città) .. che vien molto più comodo per una serie di ragioni, compresa appunto la “tutela del portafoglio”. Poi, però, ci sono le zone “semi-desertiche” di cui sopra .. e allora può comunque accadere, per una qualche “stella cometa”, di tirar dritti sull’obiettivo confidando nella buona sorte ..

Il nome di questo “piccolo” locale birrario geo-localizzato in quell’angolo di Basilicata che sorride al Mar Jonio nei pressi della Statale 106 che da Taranto porta fino a Reggio Calabria, non è di quelli altisonanti da “pellegrinaggio a tutti i costi” .. ma con il publican ci eravamo già sentiti telefonicamente alla fine dell’anno scorso e tutto portava a pensare che prima o poi da queste parti si dovesse/volesse passare ..

Ci si fa un film .. si entra nella pellicola .. e si parte. Perché tutta questa smania di raggiungere Policoro solo ed esclusivamente per una birroteca artigianale “di periferia” quando poi attorno, se si esclude il Groove di Matera (d’un altro stoico publican come Gaetano Serravezza), c’è il deserto birrario (almeno per come lo intendiamo noi .. e salvo smentite, sempre ben accette)?

Presto detto: perché gli “avamposti indipendenti”, ultimo baluardo di resistenza prima d’affrontare a viso aperto il “nemico”, vanno tutelati e rispettati molto più d’altri localini di città un po’ troppo “comodi” e “artigianal-trendy”, che stanno venendo su come funghi in questi ultimi tempi ..

Tommaso Vozzi è originario di Policoro ma ha vissuto a Roma per diverso tempo .. e guarda caso è proprio nella Capitale (sappiamo bene cosa significhi Roma .. per questa nostra “febbre”) che un po’ di anni fa gli si accende la “miccia amaricante del luppolo” .. bevendo Revelation Cat presso Brasserie 4:20. Hai detto niente! Quando Alex Liberati era sulla cresta dell’onda e ci inebriava con le sue “creazioni luppolo-elefantiache” ..

Una passione peraltro condivisa con la sua compagna, attuale moglie, che per saperne di più di questo mondo chiede addirittura di lavorare come “apprendista volontaria” (avete capito bene: “aggratis”!) al 4:20, prima di rimanere incinta del loro bambino. Già queste battute iniziali della storia non possono che mandarci in brodo di giuggiole ..

Dopo la nascita del figlio, la decisione di ritornare in Basilicata (2012) con l’idea di mettere in pratica quanto appreso (e bevuto) a proposito di “stili”, “catena del freddo”, sanificazione degli impianti, spillatura .. e pratiche associate. Il locale? Un ex ufficio del padre. Il piano del bancone? Un unico blocco d’albero da “sagomare” .. e arrivato per vie traverse. L’impianto di mescita? Due “aggeggi sopra-banco” da 3 vie ognuno, presi in prestito (!) uno dal 4:20 e l’altro da Domus Birrae! Per intenderci, un locale messo in piedi con le proprie mani, pur di partire ..

L’apertura dell’Attenti al Luppolo di Policoro è dell’11/10/2014 .. ma è a questo punto che arriva la parte più difficile: la “conversione della cittadinanza” .. in una zona dove il termine birra, fino a quel momento, significava tutt’altro. Ciò che era accaduto altrove un po’ di anni prima bisognava ancora tutto inventarselo in questo angolo d’Italia ..

A seguire, con pazienza e dedizione, le prime soddisfazioni: giovani che provavano a bere qualcosa di diverso dai soliti “bluff” .. ma c’era anche chi entrava nel locale di Tommaso con un’altra strana richiesta: “Mi dai una birra che .. non sappia di birra?”. Ergo: io non bevo birra (industriale) ma mi sembra che voi proponete qualcosa di diverso .. e vorrei capirne di più ..

Gli ingranaggi, seppur lentamente, iniziavano a girare .. e arrivò anche l’impianto di Celli a 6 vie, con l’inusuale collegamento alla piccola cella fusti che “passa da sopra anziché sotto”, sulla scia di quanto visto proprio al 4:20 di Roma (zona Portuense), ovviamente in scala ridotta ..

Recentemente si segnalano nei dintorni le prime “controproposte” .. ma chi conosce un po’ quest’ambiente non ci mette molto a capire che è tutto un altro discorso: quello del più potente distributore “generico” di bevande di Puglia e Basilicata, che messo alla porta (nel vero senso della parola) dal nostro Tommaso, gli fa guerra riempiendo i frigo di qualche bar limitrofo con le proprie referenze a listino, più o meno artigianali ..

E grazie al … (!) È proprio questa la sfida! È questo l’avamposto! È questo l’assedio a Forte Apache! Stazioni di Birra è con Tommaso e Chiara e i validissimi collaboratori Angelica e Michele. Siamo venuti a vedere come si lavora in trincea. Ne è valsa la pena. Ci saremmo arrivati anche a piedi. Se lo meritano. Ed ora lasciateci bere la nostra sacrosanta e adorabile High Five! India Pale Ale di Dugges. Abbiamo bisogno di far “benzina” prima di ripartire ..

[siba: best indi!]

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