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Al Murphy’s Law di Via Merliani .. l’unica legge è la birra artigianale ..

 

Murphy’s Law o Legge di Murphy? Sembrerebbe la stessa cosa, ma potrebbe anche non esserlo. Tutto sta a inquadrare bene la faccenda ..

Il primo assioma della Legge di Murphy dice testualmente che “se qualcosa può andare male, lo farà” .. il che è già tutto un programma. Per fortuna a Napoli c’è anche chi ha pensato a un “programma” diverso .. e a spiegarcelo è proprio uno dei diretti interessati ..

«Questa ‘legge’ ha un’essenziale componente umoristico-sarcastica. Nessuna catastrofe, ma l’invito ad affrontare ogni negatività con una certa ironia. Un modo piuttosto paradossale per esorcizzare qualunque difficoltà. Ti può sempre andare bene o male, ma molto dipende anche da noi .. e per quanto ci riguarda ci stiamo provando» ..

A parlare è Antonio Zullo, uno dei soci del progetto partenopeo Murphy’s Law. Ristorazione di qualità. Tre pub di sicuro livello. Due al Vomero, in piena zona movida .. e un terzo a Vico Equense, con splendida vista panoramica sul Golfo. Un quarto locale a Bacoli ci risulta abbia chiuso i battenti ..

«Siamo partiti nel 2012 con il Murphy’s Law Steak House di Via Luca Giordano. Due anni dopo è stata la volta del Murphy’s Law Seaside nella frazione di Seiano, a Vico Equense. Nel luglio 2016 abbiamo invece inaugurato il Murphy’s Law Birreria Artigianale, rilevando e rinnovando i locali dello storico Hickory Guinness Pub, qui in Via Merliani» ci dice Antonio ..

«Veniamo tutti da altri ambiti lavorativi, ma i pub ci hanno sempre affascinato e li abbiamo frequentati per un pezzo come clienti. Se non che, quando trovi la squadra giusta, può anche succedere che ti lasci tentare da una nuova avventura .. ed è così che è nato il progetto Murphy’s Law» ..

Il locale di Via Giovanni Merliani è al momento l’unico ad avere una selezione alla spina e in bottiglia 100% artigianale .. ma la passione di Antonio e soci per queste birre – al di là di comprensibili logiche imprenditoriali – può anche portare a pensare prima o poi a una definitiva “scelta di campo” sull’intero progetto ..

Al Murphy’s Law Birreria Artigianale ci arriviamo in prima serata. Dall’ingresso sulla strada si scende al piano inferiore, in un primo ambiente che già chiarisce le idee. Sgabelli al banco. Impianto mescita (di proprietà) con 7 rubinetti alla spina più il tipico swan neck di una pompa inglese. Nell’angolo opposto, cella refrigerata e con fusti a vista. Subito sulla destra, la sala più grande che conferma il classico stile da pub d’Oltremanica, caldo e accogliente ..

Ci orientiamo su una “Mac”, Blonde Ale di Montegioco (noto birrificio nell’omonimo comune in provincia di Alessandria) .. e nel frattempo va avanti la chiacchiera ..

«La concorrenza è ovunque elevata e in questa parte del Vomero lo è anche di più. Bisogna differenziarsi, puntare sulla qualità .. e soprattutto riuscire ad emozionare. Qui in Via Merliani il principale obiettivo è quello di promuovere la cultura della birra artigianale, con focus sui birrifici italiani e del nostro territorio. Organizziamo spesso serate a tema .. e fra i tanti amici che vengono a trovarci, una menzione particolare merita Giuseppe Schisano del Birrificio Sorrento, con cui collaboriamo da tempo, facendo peraltro insieme la nostra ‘Ricomincio da Tripel’» ..

Noi ricominciamo invece da una Soul Kiss, American Pale Ale di Eastside Brewing (Latina) .. e ci affianchiamo pure un panino. È la proposta del mese con pane di farina biologica e semi di lino, hamburger ML da 180 gr., caciocavallo “squagliato” selezione Sogni di Latte (Napoli), melanzane sott’olio dell’Azienda Agricola Verticelli (Vairano Patenora – CE) e funghi orecchioni grigliati. La “Negative Creep”, Imperial Russian Stout di Terre di Faul (Viterbo) ci delizia nel finale ..

Di questo pub portiamo sicuramente con noi delle buone impressioni, a partire dall’accoglienza del publican e del suo staff. Il Murphy’s Law di Via Merliani promuove la cultura della birra artigianale .. e lo fa con metodo e stile ..

Sarebbe bello a questo punto che che la “promozione” si spostasse in maniera netta e definitiva dal singolo pub all’intero progetto. Non si tratta di fare la guerra all’industria. È solo la necessità di non confondere due modi di intendere la birra completamente differenti .. spillandoli uno accanto all’altro ..

[siba: best indi!]

 

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