PugliaSIBA on Tour

Birreria Fratelli di Pinta: con Elio e Francesco, buone nuove anche da Martina Franca ..

 

“I want to know .. Have you ever seen the rain? / I want to know .. Have you ever seen the rain .. Comin’ down on a sunny day?”. Pezzone senza tempo. Creedence Clearwater Revival .. dice qualcosa? E questa pioggia (rain) di cui si canta .. sarà stata il preludio a un magnifico arcobaleno .. o come qualcuno suppone, squallido diserbante lanciato da un elicottero in quella disastrosa guerra del Vietnam? Vedi te a quest’ora che pensieri! Meglio concentrarsi sulla strada .. che per rientrare ce ne è ancora abbastanza. Intanto il “ritornello” di cui sopra non smette di ronzare nella testa ..

Quando un locale, oltre a birre serie, dispensa pure ottima musica .. niente di più facile che si continui a canticchiare per un po’. Se poi la musica in questione è quella di un mangianastri .. allora la serata rimane particolarmente impressa. Le mitiche musicassette ancora protagoniste .. in un locale del Terzo Millennio? E dove siamo finiti? In un pub, ovviamente. Però di quelli che lasciano il segno ..

La Birreria Fratelli di Pinta, a Martina Franca, è fra le più recenti new entry (start 5/12/2016) nell’interessante panorama dei locali di birra artigianale di questa regione (Puglia) .. e la stavamo seguendo “a distanza” già da un po’. Solo che in “modalità remote” non si riesce ancora a bere .. ragion per cui, cogliendo l’occasione di una breve “zigzagata” nella splendida Valle d’Itria, eccoci ora davanti al bancone .. 

Suggestiva location, a due passi da Piazza XX Settembre .. in un vicolo chiuso, con tanto di panni stesi che penzolano dalle finestre del piano superiore. Si arriva in fondo a Vico 1° Lanucara .. con cucina da un lato e i due ambienti ricettivi di fronte, sulla destra. È il “collaudato circuito” delle mangiatoie di una volta .. che fortunatamente torna di moda recuperare e valorizzare, tra volte a stella o a botte, arcate e l’atavica energia della pietra a vista .. 

Il piano del banco mescita è una sorta di massiccio blocco di legno, ci dicono proveniente da un ingrosso di Palo del Colle. Oltre l’arco, tavoli e sedie che lasciano spazio a una mini-pedana per le esibizioni dal vivo (a cadenza settimanale) .. che viene addirittura un flash da Cavern Club di bitolsiana memoria. Altrettanto degna di nota la più spaziosa sala a fianco .. se non fosse che per “animali da banco” come noi, essere a tu per tu con i rubinetti delle spine ci viene sempre più rassicurante .. 

Ora però .. che qualcuno venga a spiegare cosa ci fanno quei fogliettini con su scritto “riservato”, non solo sui tavoli ma anche sugli sgabelli del bancone .. perché questa è eresia. Siamo in un pub o al ristorante? Ah già, da qui a breve ci sarà il tutto esaurito per la partita di Champions .. e allora ogni centimetro quadrato di fronte allo schermo piatto sarà territorio di conquista. Forse è il caso di andare a rompere un po’ le scatole all’oste, prima che sia troppo tardi ..

Elio e Francesco Greco sono fratelli, ma anche soci di questo locale. Puntuale la sintesi: Fratelli di Pinta. Francesco l’abbiamo salutato al volo, visto che è il suo giorno di riposo. Elio ha fatto alla grande gli onori di casa, dimostrando di avere stoffa per questo mestiere. Una sua “riflessione” la troviamo anche scritta .. sulla caldaia del gas, appena fuori il vicolo: generazione “fuori corso”: (1) nasci (2) cresci (3) ti iscrivi all’università (4) apri una birreria ..

«Se dovessi dire com’è iniziata ‘sta storia, forse non lo so bene neanch’io» .. ci dice per l’appunto il publican. «Mio fratello aveva già una buona confidenza col banco-mescita, avendo lavorato in un noto brew-pub di Martina. Anche io ho delle esperienze nella ristorazione .. e volendo, mi sono pure laureato in Giurisprudenza. Sta di fatto che chiedemmo lumi su una licenza messa in vendita .. e in qualche modo siamo arrivati a questo locale che prima ospitava una trattoria. Superata l’immancabile ragnatela di cavilli burocratici, dal dicembre dell’anno scorso eccoci qui a spillare» ..

A spillare cosa? Di quell’unica “fissa” – Pilsner Urquell – dell’impianto di proprietà a 10 vie, conserviamo giusto il rispetto che si deve a una grande storia (finita purtroppo negli assets della giapponese Asahi) .. ma il resto della mescita ha gratificato non poco, a partire da quella Pomegranate Wheat Ale frutto di una nuova collaborazione Canediguerra/Dargett. Il succo di melagrana (armena), acido e astringente, aggiunto a freddo durante la fermentazione .. è senza dubbio la chiave di volta di questa birra di frumento secca, sobria, mai noiosa, dunque beverina ..

Finita qui? Proprio per niente. Almeno il tempo di riportare la bontà .. del nome in codice “300/Porter”: hamburger di cavallo con stracciatella, croccante capocollo “La Martina” e pesto .. che abbiamo letteralmente divorato. A far di questi giri si potrebbe anche essere stanchi di mangiare hamburger, ma quando peschiamo il “jolly” riusciamo ancora a rendercene conto ..

E intanto il nastro gira (né cd, né digitale .. solo cassette!), con la musica dei Creedence Clearwater Revival che Elio ci dice essere la principale colonna sonora di questo locale. “Voglio sapere .. Hai mai visto la pioggia? / Voglio sapere .. Hai mai visto la pioggia .. Venir giù in un giorno di sole?”. La risposta è si .. e non solo quella, purtroppo. Poi, però .. mai disperare. C’è sempre una birra giusta, un locale giusto .. e magari un arcobaleno ..

[siba: best indi!]

Tags

Articoli simili

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close
Close