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Humus: il birrificio “fertile” di Ancarano.

Humus Birrificio Artigianale _ Stazioni di Birra _ archivio 2023

 

Ancarano: Abruzzo (Teramo) si… ma al confine con le Marche (Ascoli Piceno). Nel punto panoramico in cui ci troviamo… è ancor più facile contestualizzare. La Val Vibrata. La Valle del Tronto. Senza contare che a 20 chilometri c’è il mare.

Il mare non si vede… il resto si. È una vista mozzafiato. Sorseggiando una birra artigianale, l’emozione raddoppia. È il non plus ultra dell’analisi sensoriale, che dal bicchiere si sposta al paesaggio!

Casa Balestra. Birrificio Humus. Il birrificio “fertile” di Ancarano…

«Questo birrificio è un fine, ma anche un mezzo. Il risultato finale sta nelle birre che fai… ma se le fai bene, ti vengono pure a cercare. Un birrificio promuove il territorio: il suo territorio. Se noi siamo ‘humus’, questa terra è ancora più fertile».

Stefano ha le idee chiare, lo ha dimostrato sin dall’inizio. Con le sue birre contribuisce a valorizzare una terra: quella della sua famiglia e del comprensorio circostante. Un progetto partito dall’Università Politecnica delle Marche (Facoltà di Agraria); passato da un tirocinio presso il birrificio De Prael di Amsterdam… per approdare, nel 2021, all’apertura del Birrificio Humus. Ad Ancarano. Casa Balestra…

Questa è la casa dei suoi genitori. Questa è la casa del suo impianto di produzione, con annessa piccola tap-room… senza contare la perla dello spiazzo antistante, dove passare incantevoli serate, ancor più nella bella stagione.

«La passione per la birra è andata subito di pari passo con l’amore per la terra. Le birre Humus sono anche prodotte con orzo coltivato nei nostri campi. L’acqua proviene invece dalle sorgenti del Ruzzo (versante adriatico del Gran Sasso)… ed essendo piuttosto neutra, si presta bene al nostro lavoro».

Stefano Balestra è un birraio giovane, ma già molto conosciuto e apprezzato. Ha un distributore importante alle spalle. Ha bruciato le tappe… e se lo merita. Sta dimostrando di saperci fare.

«Preferisco birre facili da bere… che è tutto il contrario di birre facili da fare. Ho una particolare predilezione per le basse fermentazioni di ispirazione tedesca e per gli stili luppolati. Il lavoro, però, parte dai campi… e questa è una sfida nella sfida. Per la maltazione ci affidiamo alla Monfarm di Lucera (FG), realtà certamente nota a molti miei colleghi».

Chiacchierare con Stefano è un piacere… ma davanti a uno spillatore da sei – quello della tap-room – viene anche meglio. La Keller non fa una grinza. Buona pure la Sunnyside APA (uno dei suoi cavalli di battaglia)… però è la Dunkel a illuminarci! Ramato intenso e schiuma avorio. Profilo maltato armonico (pane di segale, cereale tostato, nocciola)… e quel minimo contrappunto di secchezza che la rende ancor più godibile. La vista su queste vallate fa il resto.

Impianto da 6 ettolitri (i soliti 5,5 effettivi). Capacità cantina da 70. La produzione di quest’anno dovrebbe attestarsi sui 550… per un totale di 12-13 birre a listino, proposte in fusto e lattina. Poi c’è la mescita in tap-room…

«Se non sei in grado di accogliere, non puoi nemmeno essere ‘humus’ di un territorio… ragion per cui la tap-room ha sempre fatto parte di questo progetto. Chiaro che si tratta di tutt’altro lavoro, con problemi che non sto qui ad elencare… ma l’idea è quella di rimanere aperti da venerdì a domenica, più o meno tutto l’anno, anche con una piccola cucina di ‘rigenerazione-assemblaggio’».

Birre, taglieri, panini, frittini, spesso musica dal vivo… nella suggestione di quest’affaccio panoramico, che dà ancor più il senso di appartenenza.

È la Val Vibrata. È la Valle del Tronto. È l’amore per la propria terra… e la ricerca di una via per esprimerlo: le birre.

[siba: best indi!]

https://www.stazionidibirra.it/listing/humustap/

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