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Scott Duff – Milano: la birreria del centro .. dei fratelli Dell’Agata ..

 

La stampa serigrafica sulla t-shirt del locale recita “Scott Duff – La birreria del centro” .. e nel centro di Milano si “ragiona” sostanzialmente per circonvallazioni: tre anelli viari concentrici che ruotano intorno al .. Duomo. Lo Scott Duff di Via Alessandro Volta è all’interno della Cerchia dei Bastioni (lato nord dell’anello intermedio) .. in quella parte di città, tra Moscova e Garibaldi, particolarmente ricca di locali con annessa vita notturna ..

In principio era Mac Duff: uno storico scottish pub della zona. La seconda gestione snaturò un po’ l’atmosfera, puntando per lo più su chupiti e cocktail a buon mercato. Poi arrivarono i fratelli Dell’Agata a sparigliare le carte .. e fu così che il Mac Duff divenne Scott Duff, con le sue birre di qualità e una piccola cucina a “trazione” abruzzese ..

La famiglia di Raffaello e Giulio è originaria di Atri Pineto, in provincia di Teramo. Nato e vissuto a Chieti .. nel 1995 Raffaello “sale” a Milano per studiare Disegno Industriale al Politecnico. Circa 10 anni più tardi lo raggiungerà in pianta stabile il fratello Giulio, da cui peraltro partì l’idea di aprire un pub ..

A fine aprile 2007 viene inaugurato lo Scott Joplin, in zona Niguarda. Tre anni dopo arriva il bis con lo Scott Duff, in un angolo di città molto più movimentato e centrale. «Sbarcavamo nel bel mezzo della movida, con una proposta diametralmente opposta a quella del ‘mordi e fuggi’ (chupiti, birre ‘di battaglia’ spesso tracannate a canna ecc.). All’inizio non è stato affatto semplice. Poi per fortuna le cose si sono messe nel verso giusto» ..

Conosciamo Rafa da diversi anni ed è sempre un piacere incontrarlo. Di carattere tendenzialmente riservato .. fa comunque un’eccezione quando si parla di birre. Gli chiediamo dei nuovi locali in città, a partire dal suo BierFabrik aperto in società con i fratelli Brassini. Poi però ritorniamo ai suoi “inizi” .. e a quella prima Doppelbock bevuta casualmente a Deventer (Paesi Bassi) una ventina di anni fa, che in qualche modo lo fece “incuriosire” ..

«Fu tra Olanda e Germania (dove peraltro ho anche vissuto) che intercettai le prime birre per così dire .. ‘diverse’. Quando con mio fratello decidemmo poi di aprire il primogenito Scott Joplin, le bevute si erano già fatte molto più selettive. Iniziammo a spillare su 6 vie del distributore Triple di Suisio (BG), ma dopo circa un anno optammo per un impianto di proprietà .. e dalle così dette ‘speciali’ si passò man mano a vere e proprie ‘artigianali’. Allo Scott Duff abbiamo subito aperto con 12 spine e una pompa inglese (per la verità poco utilizzata), con cella refrigerata al piano inferiore e due ciller su tutta la linea. Siamo stati tra i primi indi-pub di Milano a fare ruotare costantemente le birre alla spina» ..

Lo Scott Duff ha uno stile vittoriano povero, con una punta di coloniale (parole del publican). Più di un dettaglio fa pensare a un locale “marinaro” nord europeo .. magari con menu a base di pesce e vini bianchi. Il banco spine sulla sinistra all’ingresso (e anche ovviamente l’insegna fuori), mette però subito le cose in chiaro. Si tratta a tutti gli effetti di un pub, che si sviluppa in profondità e su più ambienti. I vari quadri (autentiche opere d’arte) di miti e personaggi di film hollywoodiani – con inconsueto boccale di birra al seguito – rappresentano da sempre una peculiarità degli arredi di questo locale ..

Ma il vero tratto distintivo degli “Scott” (Joplin e Duff) dei fratelli Dell’Agata sta innanzitutto nelle birre proposte. Una selezione attenta, mai banale e quotidianamente “raccontata” (anche per iscritto) .. che lascia spazio sia all’”irrequietezza dell’hype” (con prodotti innovativi come la “Premiere”, New England IPA di Interboro – Brooklyn NY – bevuta in lattina) che alla tradizione (come la Keller alla spina di Knoblach – Franconia – con cui abbiamo iniziato la serata). Tuttavia non sfugge che stasera sulle 12 spine non ci sia neppure una birra italiana ..

«Diciamo che è un caso, ma non posso nascondere che è anche un modo per differenziarsi» .. ci dice Rafa. «Negli ultimi tempi più di un birrificio della zona ha del tutto comprensibilmente deciso di aprire il suo locale di mescita in città. Noi allora cerchiamo di attaccare anche qualcosa di diverso .. con amicizie e collaborazioni che rimangono comunque consolidate, come quella col mio conterraneo Luigi Recchiuti di Opperbacco (Notaresco – TE) (con cui abbiamo fatto peraltro due IPA, di cui una con malto di grano antico Risciola), con Pietro Fontana del Carrobiolo (Monza) e con Luigi D’Amelio di Extraomnes (Marnate – VA) (anche con lui una collaborazione, con una Belgian Strong Ale chiamata ‘Moscowa’)» ..

Su richiesta, c’è anche del vintage ancora “fuori carta” .. e per ciò che riguarda i superalcolici, menzione particolare meritano i Mezcal artigianali delle aziende Koch e Real Minero. In cucina (priva di canna fumaria) è un trionfo di gustosi panini .. senza contare le autentiche prelibatezze della tradizione abruzzese, come formaggi, ventricina, porchetta e arrosticini di castrato di pecora ..

Il pub è pieno. Il rodato team dello Scott Duff (Loren, Marian, Mehmet) lavora senza sosta. Dietro al banco si attiva anche il publican .. che salutiamo con un ultimo brindisi di “Pietro il Grande” (in bottiglia), Imperial Stout del Carrobiolo ..

«Il mondo della birra artigianale in questi anni è cambiato tanto, sia nel bene che con qualche ‘schiamazzo’ di troppo. Noi ci siamo sempre presentati per quello che siamo .. cercando di rimanere un punto di riferimento sia per l’esperto di birra, che per il neofita che vuole passare una serata di relax con gli amici. Cultura e convivio. Questo dovrebbe essere lo spirito di qualunque birreria del centro .. o di periferia» ..

[siba: best indi!]

 

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