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Tabir Birroteca Tarantina: dal 2013 l’unico “presidio non pastorizzato” nella Città dei Due Mari ..

 

Sembra proprio che i problemi di questi tempi non manchino .. in Italia e nel Mondo. Aggiungiamoci il disastro (in primis ambientale) dell’Ilva e il tramonto (occupazionale) dell’Arsenale della Marina Militare .. e siamo a Taranto. Eppure questa città è bella perché colorata, “colorita”, vera, importante .. come forse più nemmeno i tarantini credono veramente. Anzi, soprattutto i tarantini ..

Da qualche parte bisognerà pur ripartire, ma da dove? Ci viene in mente una sola parola .. immediata, istintiva, obbligata: orgoglio. Senso di appartenenza. Magna Grecia. Mar Piccolo. Mar Grande. Ponte Girevole. Museo Archeologico. Castello Aragonese. E a proposito dell’imponente Castello nella città vecchia .. “ci sono delle visite guidate totalmente gratuite, dalle 9:30 alle 3 del mattino” (!) .. ci dice il nostro amico Marzio, publican del Tabir ..

“Ma quanti lo sanno? quanti lo vogliono sapere? quanti hanno realmente capito che è finita l’era dei mega-carrozzoni statali e che bisognerà ripensare il nostro futuro, ad esempio prendendo seriamente in considerazione l’enorme potenziale d’un settore come il Turismo? Siamo indietro. Siamo al palo. Siamo sfiancati e sfiduciati. Bisogna darsi una mossa” ..

Marzio Odio una mossa se l’è data .. e galeotte furono quelle “nuove birre” .. di un “nuovo mondo”. Gli amici che studiano a Roma e che, tra un esame e l’altro (si spera), frequentano locali storici come Ma Che Siete Venuti A Fà, Mastro Titta, Brasserie 4:20 .. portando “nuova consapevolezza” in città e sperimentando, fra l’altro, le prime cotte fatte in casa ..

Poi, nel 2011, lo spartiacque di un memorabile viaggio in macchina a tema birrario che porta prima a Roma, poi a Bruxelles .. per arrivare, passando da Olanda e Germania, a Fanø, una piccola isola nel sud-ovest della Danimarca, a trovare un caro amico tarantino (peraltro ex socio) che fa l'”apprendista stregone” presso la Fanø Bryghus! La strada è oramai segnata ..

Nel Tabir si spilla birra “viva” dal 6/12/2013 ed è clamoroso come a due anni e mezzo dall’inizio dell’avventura nessun altro abbia ancora avuto l’”ardire” di mettersi in scia in qualche altra parte della città. Con tutto il “rispetto” per la storica “birra dei due mari” (?), oramai da tempo “in quota” al Gruppo Peroni (ecc. ecc.) e con cui la città si è da sempre identificata (ma che ovviamente non ha nulla a che fare con l’”universo craft”) .. stiamo parlando di un potenziale bacino di “utenza” di oltre 200.000 abitanti. Ma Taranto è così .. e del resto Marzio non nasconde la fatica che si fa a portare avanti il “concetto” e il “progetto” ..

Il Tabir comunque c’è. Si vede che c’è. Si sente che c’è .. per la fortuna di chi vuole bere “bene e diverso”. Giovani che studiano e lavorano fuori (nei periodi di festa, come a Natale o Pasqua, guarda caso c’è il pienone), ma anche chi “in qualche modo” è rimasto in città e grazie al Tabir ha scoperto questa “nuova frontiera” ..

Marzio e Cristina (suo insostituibile braccio destro) sono là, che non si stancano mai di “spiegare” le birre che spillano sull’impianto di proprietà a 8 vie (più una bottiglieria con un centinaio di referenze) dove si alternano fra l’altro birre made in Puglia (con approvvigionamenti diretti) come Birranova (Triggianello – BA), BirrApulia (Ostuni – BR), Malatesta (Lecce), Ebers (Foggia), Svevo (Modugno – BA), ma anche tanto altro che arriva a mezzo distributori, dall’Italia e dall’estero ..

“Se c’è passione e coerenza per ciò che si fa, amici e clienti se ne rendono conto e ti seguono. Vogliono provare, sperimentare, si fanno consigliare. Non abbiamo cucina né hamburger, ma con l’attento assemblaggio di prodotti locali per i nostri taglieri, bruschette e soprattutto le rinomate “puccette”, pure col cibo riusciamo a levarci delle soddisfazioni. E poi c’è il valore aggiunto della musica dal vivo che sicuramente riprenderemo a programmare in autunno, anche grazie alla felice collaborazione con MELT – Musica Eventi Live Taranto” ..

Il locale s’inizia ad affollare. Lasciamo Marzio e Cristina al loro lavoro, mentre per noi è arrivato il momento di chiudere il taccuino e rilassarci un po’, mangiando una buona puccetta con capocollo di Martina (Franca), caciocavallo, rucola e paté di qualcosa 🙂 .. ma soprattutto bevendo un paio di magnifiche Double Blanche di Etnia (Sant’Alessio con Vialone – PV) ..

Nella città dell’Ilva, dell’Arsenale e della “birra dei due mari” .. c’è chi ha deciso di “rimanere”, ripartendo dal Tabir. Siamo come sempre con chi si rimbocca le maniche e alimenta speranza. Forza Marzio! Forza Taranto!

[siba: best indi!]

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