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The Drunken Duck: “le più meglio birre” si bevono a Quinto Vicentino.

2016

Prima nota della giornata: “Chi ama la birra non parcheggia in Via Monte Cengio”. Neppure il tempo di varcare la soglia di uno dei locali birrari più conosciuti e apprezzati d’Italia (https://www.ratebeer.com/places/top-rated/), che troviamo all’ingresso quest’inquietante e misterioso cartello… e sarà un gran sollievo sapere di non aver lasciato la macchina proprio in Via Monte Cengio. A riprova che noi la birra l’amiamo veramente. 😉

La amiamo talmente tanto che andiamo addirittura a cercarci “le più meglio birre” al The Drunken Duck di Quinto Vicentino… anche se alle 11 di mattina! È sempre la solita storia che ne vogliamo fare (e bere) troppe… ma per questo 12 luglio è comunque l’unico modo di garantirci (previ accordi telefonici) due chiacchiere col titolare. 

Seconda nota della giornata: non credete a Vanni quando dice che è stanco e ha intenzione di sfoltire gli impegni. Sarà anche stanco, ma dopo averci parlato un po’… l’impressione è che abbia ancora voglia di “divertirsi”, con diversi progetti in cantiere.

Il resto della visita può riassumersi così: seppure sia strano trovarsi ad assaggiare birre al mattino, ancor più in un pub vuoto… al TDD di Quinto siamo stati veramente bene, grazie all’ospitalità del padrone di casa e al “piglio” di un ambiente autentico, che nel giro di poche ore tornerà a essere vissuto (e bevuto) fino in fondo dalla sua gente!

Sulle due lavagne in alto, si aggiorna la ricca tap list da sedici spine e due pompe inglesi (più sette frigo… per non farsi mancare proprio niente!)… mentre un cartello raccomanda di bere con “smoderato giudizio”: c’è qualcosa che non torna…

The Drunken Duck apre i battenti il 30 maggio 2003, ma Vanni Borin ha già alle spalle una precedente gestione, sempre a Quinto (il Sesto Senso). È un mondo che lo affascina sin da quando, nel lontano 1997 e poco più che maggiorenne, inizia a frequentare il Vecchio Birraio di Campo San Martino (PD), dove grazie a una Red Moon Ale (Kokopelli Beer Company… o cosa?) inizia ad apprezzare nuove tipologie di birra.

È del 2003 l’idea di ritornare dietro al banco, in un locale appena fuori paese (sulla strada per Villalta), lì dove prima c’era una trattoria. Il posto è da rifare, la spesa è importante… e il saldo in banca dice € 300. Eppure si parte…

Tredici anni fa la birra artigianale era ancora argomento per pochi (homebrewer, addetti ai lavori, primi curiosi e appassionati), dunque non c’è da stupirsi se la storia del TDD parte da un impianto in comodato d’uso, con svariate Tennent’s attaccate alle spine… e a condizioni capestro. Poi però Vanni inverte la rotta.

«Passati i 5 anni di contratto salutai gli ‘amici’ della distribuzione, ma il giorno dopo persi pure il 60% dei miei clienti… che non trovavano più la Tennent’s! Avevo tuttavia preso la mia decisione… e il tempo mi ha dato ragione. Oggi la gente entra e ti chiede: ‘cosa mi dai da bere?’… il che fa pensare che oramai c’è piena fiducia in ciò che facciamo».

La chiacchiera va in parallelo con l’assaggio di un po’ di birre (tra cui le ottime Ciuski – Belgian Blonde di Extraomnes – e Violetta, Wild Farmhouse di LoverBeer)… se non che il discorso del publican merita altrettanta attenzione.

«Fa sempre un certo effetto vedere il pub di un piccolo paese di provincia accostato ai locali di capitali europee e metropoli del Nord America… ma dietro a tutto questo c’è una determinata filosofia di lavoro e un’etica ben precisa; principi pienamente condivisi anche da mia moglie Chiara e dal mio socio Enrico del TDD BIRROteca (a Noventa). Prima dei soldi viene la passione per quello che fai e il rispetto per la gente: tutta indistintamente. Chi lavora con noi avrà sempre un contratto in regola e chi viene a trovarci sarà servito e consigliato al meglio… e nessuno andrà mai via senza scontrino». 

Parole del tutto apprezzabili, come apprezzabile è questa Bela Lugosi, Cascadian Dark Ale di Acelum (Castelcucco – TV)… che a quest’ora della giornata fa venire ancora più fame. Qui al TDD di Quinto non sarebbe stato male ordinare un panino con hamburger fatto con carni della Damini Macelleria & Affini di Arzignano (prima macelleria stellata per la Guida Michelin 2015) e accompagnato da verdure e ortaggi dell’azienda agricola a coltivazione naturale Il Sale Della Terra di Quinto… ma a quest’ora della giornata la cucina è comprensibilmente chiusa. 

Toccherà allora salutare e cercare altrove qualcosa da mettere nello stomaco, prima che sia troppo tardi… se non che sarà lo stesso Vanni a risolvere la faccenda, portandoci a mangiare un’ottima pizza Al Focolare, locale dove peraltro è di casa e ci ha pure lavorato.

È tempo di ringraziare e congedarsi… non prima di un’ultima domanda: perché The Drunken Duck? «Quattordici anni fa io e mio fratello vincemmo un’anatra a una sagra di paese… e a quel punto il nome del pub ci sembrò cosa fatta».

Viene poi da sé che al pub quell’anatra diventò piuttosto alticcia… e da allora è The Drunken Duck – “le più meglio birre”!

[siba: best indi!]

The Drunken Duck – Le più meglio birre

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