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Water, hop, yeast, malt: la birra ad Avola è… Whym – Birreria del borgo.

Whym /chiuso nel 2019/ _ Stazioni di Birra _ archivio 2016

Water (acqua), hop (luppolo), yeast (lievito), malt (malto): non è l’ordine che preferiamo… ma sono sempre gli ingredienti base di una birra. E c’è pure chi ha preso spunto dalle iniziali (w+h+y+m)… per farne un pub. Benvenuti ad Avola (SR). Benvenuti al Whym – Birreria del borgo

Nella terra del famoso “Nero” (d’Avola)… noi, anziché vino, beviamo birra (artigianale). Lo facciamo dalle parti dell’antica Tonnara di Mare Vecchio… 

È la classica serata invernale da pub… e il Whym sembra il posto ideale. Locale di sobria eleganza, su due livelli: ingresso con bancone, sgabelli e tavolini alti; al piano soppalcato altri posti a sedere… con due poltrone in pelle, in cui sprofondare (magari non prima d’averne una ragione 🙂 ).

Di questo pub non sappiamo gran che. Giuseppe (Nanè) l’abbiamo sentito via WhatsApp… e tanto basta.

«MBA a Milano. Sei mesi in Cina. Un lavoro da consulente di direzione. Se poi succede che te ne torni in Sicilia… devi avere un piano B. Magari B come Birra. Il 19 luglio 2015 – nonostante il passo indietro di qualcuno – abbiamo aperto Whym Birreria del borgo».

Le birre di due mostri sacri come To Øl (Garden of Eden Fruit Beer) e Mikkeller (Monk’s Brew Quadrupel), dividono oggi la scena con due “Imperial” – IPA e Stout – di un promettente birrificio della zona: Alveria. Più inquadrata l’India Pale Ale (stile; bilanciamento; note aromatiche). Non male anche l’Imperial Stout… sgranocchiando un pezzo di croccante al sesamo (Giuggiulena by Aruci).

«Siamo aperti tutto l’anno (esclusi 24 e 31 dicembre), sette giorni su sette, dalle 18:30 in poi» prosegue Giuseppe. «Cinque spine (di proprietà) e diverse bottiglie in frigo di sola birra artigianale, ma anche vini biologici, distillati e bibite naturali. Prepariamo toast e piadine… e si può pure ordinare qualcosa dalla ristorazione qui accanto».

Nel frattempo ci ha raggiunto ‘Seba’ (Sebastiano Portuesi), socio di Giuseppe… e la chiacchiera continua. «Il nostro Whym è ristorazione; svago; luogo di ‘ricreazione’ a 360°. Ben vengano le serate di musica dal vivo, ma anche esposizioni temporanee di fotografia e pittura… e il mercoledì c’è la lezione di inglese (!). Ci piace così. Noi quantomeno ci proviamo. Poi è ovvio che devono tornare i conti… e i clienti. Qualcuno per venire al Whym fa un sacco di chilometri… e allora a tornare non sono solo i conti, ma anche entusiasmo e voglia di fare».

Il locale è pieno. Parte un bel blues. Fuori tutt’altra musica… di vento forte e mare grosso.

[siba: best indi!]

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