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A Grottaglie la “tana artigiana” di Francesco e Claudia ..

 

Li seguivamo da un po’. Con discrezione. A distanza. Potenza dei famigerati social network .. che così deleteri a volte non sono. La storia però non si fa con i post su Fb (semmai si racconta) .. ed è arrivato il momento d’andare a bersene “un paio” e conoscersi di persona ..

Dove? La Tana del Luppolo di Grottaglie. Quando? 8 agosto 2017. Perché? Abbiamo smesso da un pezzo di chiederci perché e per come. Si va avanti per ispirazione. Diciamo pure che abbiamo spesso sete di buona birra e tanto basta ..

Ennesima giornata di caldo ancestrale. Vico Monti è un vicolo cieco nel pieno centro di questo popoloso comune della provincia di Taranto. Il locale ha tavoli e sedie all’aperto. L’insegna in legno massiccio riporta logo e nome del posto: La Tana del Luppolo – Birreria Artigiana. E intanto si va a salutare i padroni di casa ..

Francesco Basile (di Taranto) e Claudia Lecce (di San Giorgio Jonico) sono compagni di vita e di lavoro. La loro “tana artigiana” ha appena compiuto un anno (7/08/2016) e chiediamo di raccontarci un po’ com’è andata ..

“Lavoro nella ristorazione da una decina d’anni, ma con le precedenti esperienze francamente non ho raccolto gran che” .. ci dice Francesco. “Morale non proprio al top e conto in banca ancor meno: da dove ripartire? L’idea di provarci assieme è venuta a Claudia, con una laurea in Scienze del servizio sociale e del non profit, ma anche una grande passione per la cucina .. e devo ammettere che senza la sua determinazione probabilmente non saremmo qui a raccontarcela” ..

“Eravamo entrambi arrivati a un bivio. Anch’io avevo capito che quella laurea non mi interessava poi molto .. e allora ho iniziato a maturare l’dea con Francesco” .. prosegue Claudia. “Ricordo ancora quel giro nella Capitale, a bere birre artigianali in locali storici come il ‘Macche’ e Mastro Titta .. e fu così che partì la scintilla. Un locale che fosse accogliente e informale .. con birre autentiche e cucina ‘casalinga’. Un locale dove sentirsi a casa, fuori casa” ..

Ambiente interno essenziale e rustico, messo in piedi in gran parte dai “titolari di quest’avventura” .. a partire dalla realizzazione in legno grezzo di sgabelli, tavoli e banco mescita. “Il budget era limitato, per cui di necessità .. virtù. Anche per questa ragione ci è sembrato appropriato presentarci con l’insolita denominazione di ‘Birreria Artigiana’, ancor prima che artigianale” ci han detto Francesco e Claudia. E questa storia ci piace anche per questo ..

Scivola la chiacchiera .. e altrettanto la birra. Fresca e oltremodo speziata (camomilla, coriandolo e bergamotto) la Free Jazz Blanche di Elav .. ma il clou della serata viene da un aperitivo senza eguali: ricci di mare e birra in stile Gose (Beautiful & Strange, di Brewfist / De Molen) .. tanto acidula e salata, quanto delicata e beverina. Di un giallo chiaro opalescente, con schiuma bianca, compatta e abbondante (anche oltre le potenzialità di questo stile) .. al naso si va per lo più di citrico, mentre il sorso “ripulisce” e disseta grazie alla contenuta gradazione alcolica (3,7%) e a una non eccessiva sapidità. Gran finale con piatto di cozze fritte (!) .. “stemperate” dall’intenso aroma di frutti tropicali di una (ma anche due) torbida e cremosa Jammy Juice, New England IPA dei danesi di Amager ..

Siamo a La Tana del Luppolo di Grottaglie .. e siamo contenti di esserci. Abbiamo conosciuto due persone ospitali e in gamba .. cui auguriamo tutto il meglio, perché se lo meritano. Non è un locale birrario indipendente (impianto di spillatura in comodato d’uso, con un piccolo distributore che peraltro apprezziamo) e lo sapevamo già prima di venire. 12 vie per la piazza di Grottaglie potrebbero anche essere troppe, tanto più senza cella refrigerata (comunque in cantiere) .. ma diamo tempo al tempo, senza esagerate “ortodossie”. Solo da una cosa non si può proprio prescindere sin da subito: la qualità e la serietà delle persone (tanto più publican). E Claudia e Francesco ne hanno da vendere ..

La Tana del Luppolo di Grottaglie e un locale semplice, accogliente e genuino. Si beve bene (solo artigianale). Si mangia altrettanto (non c’è un menu cartaceo, ma aggiornamenti quotidiani .. in lavagna). Si respira energia positiva. Si respira .. col naso. Ci si rilassa ..

[siba: best indi!]

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