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Birreria Birranova: artigiani del cibo e della birra… dal 2007 a Triggianello.

In principio era uno stabilimento vinicolo in località Pozzo Triggiano (sud di Bari), nei pressi del quale nacque una borgata che prese il nome di Villanova. Questa stessa borgata – frazione suddivisa tra i comuni di Conversano e Polignano – fu in seguito rinominata Triggianello… dove da tempo non si esporta più vino nelle “Americhe” (il vino Villanova di Saverio De Bellis), ma in compenso si produce birra! È la birra di Donato di Palma… che nel nome dato al suo birrificio ha voluto in qualche modo unire il presente e il passato di questi luoghi: benvenuti in Birranova.

Realtà brassicola fra le più conosciute e apprezzate di Puglia e del Sud Italia, Birranova è birrificio e birreria dal 2007, tra Via Lepanto (produzione) e Via Magenta (mescita, ristorazione), con a fianco l’imponente chiesa della Madonna Addolorata… suggestiva cornice di tante e memorabili edizioni del Birranova Beer Fest, nello spiazzo circostante, prima che il Covid (e recenti interventi di edilizia urbana) imponesse una inevitabile battuta d’arresto.

Via Lepanto e Via Magenta. Il birrificio e la birreria. Un importante tratto distintivo del progetto Birranova sta proprio nell’avere avviato, più o meno in contemporanea, produzione e mescita (attività distanti una manciata di minuti a piedi l’una dall’altra)… in un periodo in cui questa scelta, oggi da molti produttori ritenuta strategica (un locale di proprietà dove spillare le proprie birre), non era quasi contemplata, ancor più nel Centro-Sud Italia.

«In prima battuta pensammo a un vero e proprio brewpub qui in Via Magenta, ma l’ampiezza e la disposizione degli spazi non ci convinsero del tutto… e non convinsero neppure chi in quel periodo mi seguiva e indirizzava in questa nuova avventura: il maestro Paolo De Martin (oggi consulente in Soci’s), molto conosciuto nel circuito dei ‘carbonari’ appassionati e homebrewer di allora, e a capo dello storico ‘club’ della Pedemontana trevigiana, Soci dea Bira» ci dice Donato…

«Accantonata l’idea del brewpub, l’unica cosa certa era che per far conoscere quanto prima e quanto meglio ciò che mi apprestavo a produrre e proporre (bevanda ai più ancora sconosciuta, quale era la birra artigianale a quei tempi) c’era comunque bisogno di un nostro locale in cui spillare, che facesse anche da mangiare… e allora si decise di lasciare in Via Magenta la sola birreria (inizialmente chiamata La Cantina della Birra), spostando la produzione nella vicinissima Via Lepanto, grazie alla disponibilità di mio padre a farmi insediare nei locali dell’ex attività di famiglia (un ingrosso di ortofrutta)». Era nata Birranova…

Tre le birre inizialmente prodotte (Trevigiana, Abboccata e un’antesignana dell’attuale Negramara) e tre di conseguenza anche le prime spine attive in birreria, in abbinamento a una cucina da pub che ha subito puntato sul meglio dei prodotti del territorio (in particolar modo carni, salumi e formaggi), con aggiunta di un paio di sconfinamenti nei piatti della tradizione bavarese (stinco di maiale e maxi bockwurst)… come ci conferma Anna Amodio, da sempre al timone della birreria.

«Tante birre e altrettanti buoni piatti, per un mestiere che ho iniziato e imparato qui… e l’ho imparato in fretta, tra banco, sala e cucina. Poi col tempo si diventa anche un po’ psicologi, assistendo a sfoghi e confessioni di clienti e dipendenti. Del resto è anche questo il lavoro di un publican… o sbaglio? Non è facile, ma devi lasciare a casa i tuoi problemi e metterti a disposizione degli altri, a partire da chi lavora ogni sera con te fianco a fianco… che non sono semplici dipendenti, perché semmai sono io che dipendo da loro! Non bisogna allora meravigliarsi se in birreria c’è una signora che lavora con noi da quando abbiamo aperto»…

Con la determinazione e il carisma di Anna non c’è nemmeno da meravigliarsi se il locale è quasi sempre pieno (le panche fuori all’aperto danno l’effetto “ottico” della sagra!)… le attuali 12 birre alla spina sono sempre fresche (abbiamo “assaggiato” un po’ di tutto, con qualche novità in lattina, vedi la Session NEIPA Spinning Wheel)… il cibo è buono e saporito (con la zampina di Sammichele nel panino non potrebbe essere altrimenti!)… a conferma che Birreria Birranova è da sempre parte integrante dell’intero progetto (cui più di recente si è aggiunto il B-local, piccolo craft beer point a Polignano a Mare).

«Attualmente la birreria assorbe circa il 10% dell’intera produzione… ma devo riconoscere che nei primissimi anni, senza il contributo di questo locale sarebbe stata molto più complicata»… conclude il mastro birraio. «Noi proveremo sempre e comunque a mettercela tutta… prova ne sia che ho appena rinnovato e potenziato la sala cotte!».

Grazie Donato. Grazie Anna. Grazie Birranova.

[siba: best indi!]

Birreria Birranova

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