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Il Cavallino Alato: la “starbase” della buona birra, tra Langhe e Monferrato ..

 

Un Inter City che da Torino porta a Genova. Si scende ad Asti .. e vengono subito in mente grandi vini. Dove Asti spumante e Moscato d’Asti sono solo la punta di un iceberg a denominazione di origine controllata e garantita ..

La Douja d’Or. Il Festival delle sagre astigiane. Da queste parti l’enogastronomia .. sbanca. È un fiore all’occhiello. È cosa seria. Ma c’è pure chi riesce a spingersi lì dove nessuno in città è ancora arrivato: il mondo delle birre artigianali ..

Enzo Scullino e la moglie Angela inaugurano il Cavallino Alato il 16/01/2002, in Via del Cavallino (da cui il nome del locale), per l’appunto ad Asti. Bar-caffetteria di soli 24mq. .. che tra colazioni, aperitivi e dopo cena propone sin da subito una selezione di birre niente affatto scontate (con due spine e un’adeguata bottiglieria) ..

Il “Birrabar” diventa punto di riferimento per beer lovers e semplici “curiosi” .. perché se non sai come “muoverti”, Enzo saprà consigliarti. Nel 2010 arriva l’impianto mescita di proprietà .. e il Cavallino mette definitivamente le ali. La qualità paga. La “verve” dei padroni di casa fa il resto. È il momento di traslocare ..

Fine gennaio 2015. La nuova location è nella centralissima Via Quintino Sella, angolo Piazza Statuto .. ma non è finita qui. Poco dopo c’è un ulteriore ampliamento: aumentano i coperti e arriva la cucina. Da ora in avanti il Cavallino Alato è anche La Taverna del Capitano ..

Un pezzo di questa storia ci era già nota. Per l’altro pezzo siamo venuti di persona, a rendere omaggio agli artefici di questo successo ..

Locale “eclettico” e “colorato”. L’intenso arancione delle pareti sa di papaja e Tropici. Al timone dell’impianto spine (un vero e proprio timone!) .. il Capitano traccia la rotta. Enzo “ICA” Scullino ha esperienza, competenza e un “brio” fuori dal comune ..

Si scende in “stiva” .. a lasciarsi abbagliare dal “caveau refrigerato”. Oltre ai consueti KeyKegs spiccano anche botticelle per una mescita “a caduta”. Sistema di spillatura a carboazoto, meticolosamente studiato e ponderato. Periodica e accurata sanificazione dell’impianto. Niente è lasciato al caso, tanto meno la scelta di birre e birrifici ..

«Primo punto: le birre si devono conoscere. Devi capire chi c’è dietro. Come e dove si fanno. Se possibile, bisogna andarci di persona. Viene da sé che poi molti birrai diventano pure amici .. e allora tutto è più facile» .. ci dice Enzo. «Secondo punto: le birre non vanno solo bevute, ma anche ‘raccontate’ .. tanto più in una terra di vini come questa. Una buona cucina certamente può aiutare .. e non è un caso che in questo locale si organizzino periodicamente degustazioni domenicali, con 5 birre da abbinare a 4 portate» ..

E a proposito di cucina .. menu e “fuori menu” stuzzicano non poco. Ci sono classici da pub, come hamburger, “stinco” e Fish & Chips .. ma anche il tanto decantato chili alla birra .. o una “chicca” come l’Arancina di riso .. che fatta da una siciliana (Angela è originaria di Palermo) ci si può fidare ..

Il locale inizia ad affollarsi. Enzo coordina l’”equipaggio”. Accoglie amici e clienti. Si interfaccia con la moglie in cucina. Passa le comande delle birre a Davide ed Enzo (un altro Enzo .. peraltro navigato homebrewer), che si alternano alle spine ..

Nove vie (incluse le 2 a pompa) .. dove ogni “avvicendamento” viene sapientemente descritto in bacheca (niente gessetto, ma “volantini”!), con relativi prezzi e quant’altro.  Questa sera ben 4 vie vanno a Manerba (BS), di cui assaggiamo una Helles dal fragrante panificato. Apprezzabile fruttato per l’home beer in stile Belgian Ale, “The New Runt” (brassata da Alessandro Rizzoglio, di Rolio Beer) .. ma è la stupefacente “Cuvée Soeur’ise” di De Leite (già bevuta al Villaggio della Birra 2017), a metterci le ali! “Lotti” da 170 lt. di Enfant Terriple (la Tripel del birrificio di Ruddervoorde – Belgio) affinati in barrique con 40 kg. di ciliegie .. e il paziente lavoro dei Lactobacillus completa la magia. Pura estasi!

Dello stesso parere anche Gregorio .. che Il Cavallino Alato lo frequenta da un pezzo. «Questo è un posto semplicemente perfetto, tanto quanto i titolari» .. ci dice. «Enzo è il Capitano. È stato lui che ha portato le prime birre ‘serie’ ad Asti. Del resto, quando si deve osare .. ci vuole sempre un capitano» ..  e indica un cartello dietro al bancone, con su scritto: United Federation of Planets: “… to boldly go where no man has gone before” – from the Starfleet Charter ..

Il Capitano Kirk di Star Trek?

Siamo nella “starbase” della buona birra, tra Langhe e Monferrato ..

[siba: best indi!]

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