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In Old Bar We Trust: nel bar di Andrea e Antonella… ci crediamo.

Viaggi, miraggi e… “stazioni di birra”. Zigzagare per pub, nell’arco di una sera o per giorni di fila. Capita pure – fortuna, di rado – quella birra di troppo… che la mattina dopo si mette in salita. Sono i rischi del “mestiere”… e c’è comunque una tabella di marcia.

Un caffè, o due o tre. Una bottiglia d’acqua (o due o tre). Qualcuno prende un Oki… e si va. Dove? Casette d’Ete, frazione di Sant’Elpidio a Mare (Marche)… che al mare non è. Quando? Tempo fa. Il tempo di tornarci a scrivere.

In Old Bar We Trust: tradotto dall’inglese… nel vecchio bar noi crediamo. Andrea Tofoni ci crede da più di 16 anni… da quando rilevò l’allora Bar Giardino, facendone un’enoteca. Da quel febbraio 2005 di cose ne son successe tante… con l’enoteca che diventa bar-caffetteria-birreria; il passaggio a un impianto spine di proprietà; l’entrata in società della sorella Antonella… e il bar che progressivamente ambisce a essere qualcosa di più: un centro di gravità permanente, una seconda casa, un bar “vecchia maniera”… in cui credere!

Meteorologia incerta, quasi irritante. Cielo “neutro” e aria pesante. Sembra che debba succedere qualcosa… che però non succede. Non è così per il padrone di casa: la moglie sta per partorire!

«Si chiamava Bar Giardino per via del parco qui di fronte… e il nome è rimasto lo stesso ancora per un po’. Solo che io e il mio ex socio ne facemmo un’enoteca… un’enoteca di qualità. Pensammo pure di inserire delle birre così dette ‘speciali’ (trappiste belghe e via dicendo)… ma la svolta sulle artigianali ci fu attorno al 2011-12, quando andammo a sostituire l’impianto in comodato con uno nostro». Il locale stava cambiando pelle…

«Stava cambiando un po’ tutto ed era arrivato il momento di cambiare anche il nome. Sul serbatoio della moto di un amico c’era un adesivo con su scritto ‘In Old School We Trust’. Poi mi venne in mente il motto ‘In God We Trust’ che si legge su monete e banconote degli Stati Uniti d’America. Alla fine pensai che anche noi credevamo in qualcosa di importante: Il nostro lavoro, il nostro ‘vecchio’ bar. In Old Bar We Trust».

Cosa sia un bar… almeno in Italia lo sappiamo. Ma un “old bar”? Perché vecchio bar? E se fosse il classico bar all’italiana, luogo di aggregazione e svago a 360°… con i suoi rituali, tra amici e chiacchiere, dal caffè all’aperitivo, da mattina a sera?

«Il punto è proprio questo: il bar in Italia è un’istituzione… e volendo, è quasi sempre aperto. Poi, se da un caffè passi a una birra artigianale o a un vino biologico, è tanto di guadagnato per tutti… e allora il bar può diventare un po’ pub, un po’ enoteca, un po’ quello che vuoi. Noi però abbiamo scelto di diventare soprattutto casa».

Antonella annuisce e conferma le parole del fratello. «Questo è un piccolo paese… e non è neppure sulla costa. Qui il turista arriva di rado… e il bar è una famiglia dove ci si conosce un po’ tutti. Il fattore umano è molto importante… ma poi sono importanti anche gli aperitivi, le birre, i vini, la pizza che prendiamo a Civitanova da Sauardò… e così via. Non è un lavoro facile, ma è così che ci piace».

E a noi piacerebbe tornare in questo posto un po’ più tonici, a capirne di più… anche se un’idea tutto sommato ce la siamo fatta. In Old Bar We Trust è un “vecchio” bar, al passo coi tempi. Un bar dove il “movente” è sempre l’incontro umano, anche se poi c’è tanto altro. Tanto altro in cui credere… a partire dalla buona birra.

[siba: best indi!]

In Old Bar We Trust

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