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King Arthur: da Camelot a Ciampino .. “Eat well and drink different”!

 

Appurato che King Arthur è il nome inglese di Re Artù, leggendario sovrano della Britannia di Camelot e della Spada nella Roccia .. a noi avevano anche parlato di un pub con lo stesso nome e delle sue ottime birre .. e tanto basta ..

Era lo scorso luglio e si girava per Roma a “mappare spillatori che contano” .. quando grazie al solito “passaparola fra addetti ai lavori” ci fu fatto il nome del King Arthur di Ciampino. Roma però, in quanto a locali birrari degni di nota, è già di suo un giro sufficientemente impegnativo .. per cui la puntata a Ciampino si decise di rimandarla ..

Maggio 2017. Sembra arrivata l’occasione giusta .. tanto più giusta che la tap list di questa sera è dedicata a Brewfist, storico birrificio di Codogno (LO) .. le cui ottime birre han fatto anche da “benchmark” a qualche stile. Non c’è la nostra beneamata Ceterpillar, ma già trovare una Terminal Pale Ale (su pompa inglese e in grande spolvero) fuori dal loro quartier generale (Terminal 1), non è cosa da poco ..

E poi ancora grandi classiche come Spaceman (versione con scorze di ponpelmo rosa), 2Late e Spaghetti Western, affiancate da qualche new entry come La Bassa (bassa fermentazione .. nello specifico Premium Lager) e tale Agents: Mosaic & Galaxy, che se abbiamo capito bene dovrebbe essere la loro prima di una “saga” (The Hop Identity), a tema New England IPA ..

Una “serata con il birraio” (con Di Pilato in trasferta a Parigi .. c’è l’altrettanto grande Andrea Maiocchi) non è certo l’occasione più propizia per farsi una mezza chiacchiera col padrone di casa, che però cinque minuti li ha concessi volentieri. “Il King Arthur di Ciampino esiste da circa 25 anni .. e io ci venivo già come cliente” ci dice il publican ..

“Poi si crearono le condizioni per dare una mano al proprietario .. e dopo un po’ andò a finire che rilevai il locale”. Gianluca Spuntarelli esordisce come titolare del King Arthur l’1 giugno 2010 e come di frequente accade quando un lavoro si fa con scrupolo e passione, i risultati non tardano ad arrivare ..

“Non erano ancora gli anni del boom della birra artigianale, ma a Roma qualche locale iniziava già a ‘fare scuola’, ingenerando una crescente consapevolezza fra gli appassionati. Personalmente ho sempre avuto grande attenzione per le ‘craft made in USA’ .. ma in quanto a ottima birra, oggi l’Italia non ha nulla a che invidiare al resto del mondo. Questo pub ha un legame particolare con le birre di Toccalmatto. Spesso e volentieri abbiamo una via dedicata a quei ‘gioielli’ che sono le creazioni di LoverBeer. Non di rado vado a fare scorta di Tripel nel vicino birrificio trappista dell’Abbazia Tre Fontane .. mentre delle recenti e interessanti realtà brassicole fra Roma e provincia, mi vengono subito in mente nomi come Vento Forte e Rebel’s. Ovviamente col passare del tempo sta aumentando la ‘calca’, ma era una circostanza da mettere in conto” ..

Il King Arthur ha un impianto mescita di 8 spine e 2 hand pump, con una cella di stazionamento (fusti e bottiglie) a 14°C (dicasi 14) + cooler. Disponibile anche un’offerta in bottiglia .. lì dove “il vetro” ha senso solo per vintage e determinati stili. Rimanendo sempre in tema di malti, ma su tutt’altra tipologia di bevuta e gradazione alcolica .. “brilla” in vetrina un gran numero di pregiate bottiglie di Scotch Whisky, da fare invidia a più di un rinomato locale della stessa madre Scozia ..

Posti a sedere dentro e fuori. Pub verace, di legno “vissuto” e luci soffuse .. e sarà proprio da uno sgabello dell’”inebriante” bancone che andremo a vivere questa bella serata. Andrea (Maiocchi) “racconta”. Un pubblico numeroso e coinvolto, ascolta .. e soprattutto beve. E a proposito di bevuta .. su pompa idraulica c’è una Spaghetti Western (Imperial Stout con aggiunta di caffè e fave di cacao a freddo, in collaborazione con Prairie Artisan Ales – Oklahoma – USA) che questa sera possiamo tranquillamente mettere sul gradino più alto ..

Necessaria una “base solida” .. e fra Terminal e La Bassa la scelta cade su uno stratosferico “Torbato” (hamburger di Chianina, scaglie di ricotta stagionata affumicata, bacon croccante, salsa BBQ Smokey al Laphroaig 10 yo) .. per proseguire in dolcezza, con Birramisù alla Spaghetti Western. Prossimi a levare le tende .. arriva una “soffiata” che ci suggerisce di temporeggiare ancora un po’: stanno per “attaccare” un Barley Wine di Maris Otter (malt), East Kent (hop) e Nottingham (yeast) che ci dicono essere un “fuori programma flat”, senza alcun affinamento in botte di Porto o Pedro Ximenez (come invece avviene per i “Barley” che Brewfist ha in listino) ..

Alla faccia dell’ammazza caffè! Con questo “vino d’orzo” tanto “essenziale” quanto “pulito” forse anche noi avremmo l’ardire di .. tirar fuori dalla Roccia la leggendaria Spada di Excalibur. Poco importa che non siamo a Camelot, bensì a Ciampino. Sempre di King Arthur si tratta ..
Sulle t-shirt del locale campeggia la scritta “Eat Well & Drink Different”. Ora abbiamo capito il perché ..

[siba: best indi!]

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