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A Cassino la buona birra non è una… chimera.

Chimera _ Stazioni di Birra _ archivio 2018

Chimera utopia. Chimera mostro mitologico. Sono i due modi di intendere questo termine, che però a Cassino può significare anche altro: birreria, pub, ristorante. Nessuna utopia, ipotesi assurda o sogno vano. È il Chimera di Eugenio Varone e Giovanni Vittiglio…

Un pub che ha per logo… il mostro di cui sopra: testa e corpo di leone; seconda testa di capra sporgente dal dorso; serpente al posto della coda.

In Via Gaetano De Blasio questo pomeriggio troviamo Giovanni. «Anche il nostro locale è in qualche modo un ibrido, un po’ come il mostro della mitologia greca. Proponiamo tutto ciò in cui crediamo. Non solo birre artigianali, ma anche vini naturali… da integrare a una ristorazione altrettanto di qualità: tra pub e ristorante. Con una regina indiscussa, che è la carne… a partire dall’Angus 100% made in Chimera».

Tutto nasce quando due amici di vecchia data, dopo essersi cimentati per anni nel mondo dell’homebrewing, decidono di aprire una birreria “specializzata”, in un locale al piano terra di Palazzo Barone De Rosa… l’unico edificio rimasto in piedi a Cassino, in seguito ai bombardamenti americani della Seconda Guerra Mondiale.

«La prima birra l’abbiamo spillata il 4 giugno 2009, in questo storico edificio ai piedi di Montecassino, con in cima l’omonima abbazia benedettina. Inizialmente era un unico ambiente: bancone, poche sedute e un impianto a 6 vie, con birre quasi esclusivamente del Ducato (Parma). Poi c’è stato un notevole ampliamento interno… con spazi che d’estate raddoppiano, grazie all’apertura del beer garden».

Oggi l’impianto (da sempre di proprietà e con supporto di cella refrigerata) conta 13 vie, per una costante rotazione di birre in prevalenza straniere. Troviamo Saison d’Erpe-Mere di Glazen Toren (Belgio), Starvation Black IPA di Reservoir Dogs (Slovenia), L’Herbe à Détourne Tripel di Brasserie Dieu du Ciel! (Canada) e tante altre chicche… con una tredicesima “fissa”: la Pilsner Urquell. Antesignana di tutto l’imponente segmento delle così dette Lager-Pils, questa celebre Bohemian Pilsner (prodotta per la prima volta a Plzeň nel 1842) è da tempo finita nelle mani delle multinazionali del beverage ed è attualmente del Gruppo Asahi, di cui fa parte anche Birra Peroni...

«Abbiamo sempre avuto un debole per questa birra… e il ‘metodo Tankovna’ ci ha convinto a fare il passo. Si tratta della versione non pastorizzata… direttamente proveniente dalla Repubblica Ceca mediante cisterne refrigerate, che vanno poi a riempire i nostri tank. Solo sette locali in Italia hanno questa opportunità… e il Chimera è quello più a sud della Penisola. A mio parere è una birra che si beve molto volentieri e che rispecchia le preferenze dei nostri clienti. Non sarà artigianale a norma di legge, ma ci piace… e tanto basta».

Il Chimera fa numeri veramente importanti… e le birre “vanno via” a una velocità impressionante. I titolari sono persone con una spiccata cultura birraria, ma non solo. «Abbiamo anche una grande passione per i vini naturali, tanto che a breve apriremo un’azienda vitivinicola in rigoroso regime biodinamico, a Esperia, località incastonata tra i monti e non distante dalle coste del Tirreno» prosegue il publican.

«Devo ammettere che la passione per i vini naturali mi ha preso particolarmente. Mi sembra un mondo ancor più vicino alla sostanza, piuttosto che alla forma. In quello della birra artigianale vedo sempre più smania di protagonismo e voglia di apparire a tutti i costi, anche se non mancano ovviamente delle eccezioni. Mi viene in mente il birraio danese Søren Parker Wagner di Dry & Bitter… conosciuto in una delle nostre serate-degustazione che qui chiamiamo ‘Birrology’. Persona molto alla mano e di grande professionalità».

Poi ci sono gli amici di regioni confinanti, come Romain Verrecchia di Birra Kashmir (Filignano – IS) e Mario Cipriano di Birrificio Karma (Alife – CE)… con il quale è stata ideata una Belgian Dark Strong Ale per il locale. Si chiama Regula… in onore alla Regula Sancti Benedicti di San Benedetto da Norcia, fondatore dell’Abbazia di Montecassino (dov’è peraltro custodita la più antica ricetta di birra d’Occidente).

Il beer garden è pieno. La gente aspetta in piedi, in attesa che si liberi un tavolo. Servizio efficiente. Bevuto bene e mangiato altrettanto (splendido panino con hamburger di Black Angus americano, Gorgonzola dolce, bacon, rucola, cipolla di Tropea, glassa di balsamico e pepe di Cayenna… e lo stesso dicasi per la cheesecake ai frutti di bosco). Siamo grati a Giovanni, che nonostante un’indole piuttosto riservata, si è dimostrato molto disponibile e cordiale.

Il Chimera di Cassino non lascia nulla al caso. Tutto è gestito con scrupolo e professionalità… e questa è in gran parte la chiave del suo successo. «I risultati gratificano. La buona birra va gestita e proposta al meglio… ma prima della qualità di cibo e birre c’è comunque il rispetto per le persone: clienti, fornitori, publican, birrai. Rimaniamo tutti con i piedi per terra e andiamo avanti».

L’idea non è male. Tutti con i piedi per terra e andiamo avanti…

[siba: best indi!]

Birreria Burgers Steakhouse Restaurant: a Cassino la corazzata Chimera. (stazionidibirra.it)

https://www.stazionidibirra.it/listing/chimera/

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